"A prescindere": Suzanne Vega live a Milano

Ho incontrato Suzanne Vega nel 1987, proprio nell' anno di "Luka". Volendo, c'è l'intervista per Il Gazzettino, le foto posate in albergo e quelle dal vivo pochi mesi dopo al teatro Orfeo, se non ricordo male (Ci sono sempre i "sacri testi"... ). Cordiale, diversamente bella, cioè non bellona ma fine, e sempre attenta a ogni parola e gesto. Ci fu reciproca simpatia. Aveva 27 anni. Adesso ne ha 58. Dopo l' apparizione madonnesca alla Notte della Taranta del 2017 è tornata a Milano per suonare all' Auditorium di Largo Mahler, dove ha sede anche l' orchestra La Verdi. Uno show particolare, senza fronzoli, accompagnata solo dal chitarrista Gerry Leonard (un passato anche con Bowie) Suzanne lo ripropone in Italia: 12 luglio Cagliari, 14 Corigliano d' Otranto (Le) e il 16 a Roma alla Casa del Jazz. Va subito detto che Milano ha risposto così così, con circa seicento spettatori in platea, peraltro osannanti. Ho già espresso il mio pensiero sul senso del discernere del pubblico italiano, per il quale "Luka" è un pezzo di Paola Turci, e nemmeno il più famoso. Ma quando al secondo brano "Marléne on the Wall" si mette il cappello a cilindro per citare la Dietrich de' L' Angelo Azzurro (forse un po' troppo calcato sugli occhi, che "spariscono". Foto buttate via... ) si capisce quanto la bravura compositiva della ragazza newyorkese dall' infanzia e dall' adolescenza complessa, studente prodigio della scuola nota per "Fame", sia qualcosa di non comune anche in quei complessi anni Ottanta. Impegno civile, sentimenti, struttura armonica, voce particolare. Appunto, anche la voce "diversamente bella" e dalle frequenze cristalline colpirono anche le nuove alchimie sonore digitali cosicché "Tom's Diner", e in particolare il suo inizio a soliloquio, fu utilizzata come parametro per la campionatura e la compressione dei primi file audio mp3. Insomma, un po' di storia della musica la ragazza l'ha fatta. Eppure, quando lo show termina e i riti notturni e le cene sono finiti, da brava ragazza "contro" non si fa problemi a seguire chitarrista e tecnici sul nemmeno grandissimo pulmino dalla targa inglese con "davanti un altro viaggio e una città per cantare" (mi è scappata... ). Un po' casa e bottega.