Adriano Celentano intervista Tour 1994 Il Gazzettino 1994

Milano
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Titolo: "Il ritorno del Molleggiato". Per far divertire i cronisti, all'inizio della conferenza stampa nella nuova e incompiuta sede del Piccolo Teatro, Adriano Celentano ha distribuito loro una ricca "fascetta" con varie prime pagine già precompilate, con tanto di articolo firmato Ponzio Pilato. E' sempre lui, l'ex "Re degli ignoranti" che inneggia alla "forza dell'intelligenza", lo spendaccione con la manìa del "mattone di famiglia" che ha fatto sei miliardi di debiti, ma non se ne cura più di tanto. Il "Capo del Clan" che, dopo 15 anni, decide di tornare in concerto, rinuncia temporaneamente alla sua Tivù Pirata, che vedrà la luce solo nella primavera del '95.
 Con Enrico Rovelli come manager ("Mi ha promesso di farmi salire e scendere dal palco sano e salvo!") e il centro di Milano tappezzato di manifesti con scritto "Sto arrivando", Celentano annuncia che inizierà il primo tour da 15 anni a questa parte partendo dallo stadio La Favorita di Palermo il 29 settembre, con data a Treviso, Palaverde, sabato 15 ottobre. La prevendita inizia il 23 maggio; i posti costano 100mila lire, 80, 60 e 40mila a decresecere. "Pochi i "primi posti", tanti quelli da 40mila", assicura Rovelli.
 Ogni show, se "esaurito", incasserà circa un miliardo. Gli spettacoli italiani, inizialmente, saranno solo nove, mentre, all'estero, con la Mama Concert di Monaco di Baviera, Adriano suonerà in Belgio, Francia, Svizzera e Germania. Le altre date italiane sono a Cava dei Tirreni, stadio, il primo ottobre, a Bari, stadio San Nicola, il 4, al Palaeur di Roma il 7, al palasport di Firenze il 10, al palasport di Casalecchio(Bo) il 13, al palasport di Torino il 18, per concludere il 18 novembre al Forum di Assago (Mi).
 Gianni Minà e Nino Pinto seguiranno il tour per trarne un documentario, mentre una parte della conferenza di ieri passerà a "Il rosso e il nero" stasera. Lo sponsor del tour è la Ibm, rappresentata da Piero Corsini: "Il 18 maggio 1957 Adriano teneva il primo spettacolo al Palaghiaccio di Milano; noi, in quei giorni, impiantavamo alla Dalmine il primo grande calcolatore... ". Già, ieri era il 18 maggio: Adriano, l' "Esternator", il moralista, il Telepredicatore, non riesce a fare a meno di essere scaramantico.
 "Questo tour lo faccio perché mi va di fare un passo avanti - dichiara - e non per i debiti. I sei miliardi, che ho speso per un immobile comprato con Pozzetto e per il teatro che ho fatto a casa mia, li potrei recuperare facendo due film o la pubblicità. In scena saremo in venti, con "fiati" e cori. La "scaletta" è tutta da fare, ma ci saranno i grandi successi, più due o tre canzoni nuove". L'atteso nuovo album si intitolerà "Quel punto", e comprenderà canzoni di Maurizio Fabrizio e Mauro Spina, con i testi di Adriano, che commenta: "Ho anche rifatto "Prisencolin... " con un vero testo in italiano".
 Un poster con il disegno del palco mostra una struttura imponente, con al centro un orologio senza lancette (Adriano unisce la passione per l'orologeria alla paura malcelata d'invecchiare) che da al tutto l'imponenza di una scenografia dal film Dune. Continua Celentano: "Ho sempre una gran paura di andare in scena, e del contatto affettuoso della gente... Ma Rovelli mi ha assicurato che i tempi sono cambiati, e c'è molta professionalità tra gli organizzatori".
Gli chiediamo perché i giovani, e non solo i Vito Cattozzo o i vecchi fan, dovrebbero accorrere ai suoi concerti. La risposta è divertente: "Verranno tutti: le famiglie abbandoneranno le case... - il tono è biblico - e i giovani ci saranno perchè, anche se a volte li ho attaccati in certi articoli, l'ho fatto unicamente per svegliarli. Io vengo dal rock and roll, dalla vera musica, quella che ha permesso a tutto il resto di esistere dopo". E i nuovi artisti? "Ammiro Vasco Rossi perché mi sembra sincero. In Zucchero c'è qualcosa che non va... Vorrebbe essere poliomielitico come Joe Cocker... ". Sui figli, il Nostro si rivela protettivo: "Giacomo sta studiando, ma è molto più musicale di me. Rosita ha fatto un bel disco, e la sua "Faccia di merda" sarà un grande successo, anche perché, testo a parte, è cantata molto bene". Rosita, con mamma Claudia ("E' quella che fa la cattiva al posto mio, anche oggi: Siamo soci, pero!", commenta), segue la scena in disparte. Adriano non parla di Rosalinda, quella che "gli assomiglia di più, ma forse è un caso.
 Politica? Sì, grazie. E' la parte più gustosa di una chiaccherata durata un'ora e mezza. L'appoggio a Pannella? "Non sono deluso: abbiamo sfiorato il 4 per cento". La televisone ideale? "Libertà e persone più intelligenti possibile, per salvare il futuro dal consumismo e dall'alta velocità. Vedo bene Santoro, Costanzo, Funari e Fede, perché mi fa ridere, e ci vuole qualcuno che faccia ridere... ". Berlusconi? "Lo ammiro: è venuto su dal niente ed è diventato Presidente del Consiglio! E' l'uomo che ci vuole oggi. Solo "uno della via Gluck" può fare una cosa del genere. Il ministro dell'ecologia è di An e vuole il nucleare e le autostrade? Vedrete che o lo cambia, o gli dà due schiaffi!". E continua: "Io l'ho conosciuto vent'anni fa, quando costruiva le Milano con i numeri... Io gli ho detto di fare tanto verde, poco cemento. Poi non ci siamo più visti. Spero che dirà ai suoi ministri di fare città a misura d'uomo, delle specie di Venezia riprodotte". I naziskin? "Da deplorare. Magari, in fondo in fondo, hanno anche dei buoni propositi, ma ricordano il momento più brutto della nostra storia". Cattivi, ma, come dice Lui, "nel senso buono, però!".
 Gli chiedono perché inizi da Palermo. "Io sono un "nordico" - risponde - ma credo che le regioni siano "intercambiabili". Quella che veramente esiste è l'Italia! Chi comprerà i biglietti più cari? quelli che se lo possono permettere: i mafiosi... ". Ci viene in mente quanto raccontato all'inizio da Tonino Pinto, che lo aveva portato a Cannes con "Yuppi Du": "Robert Altman, che aveva appena girato "Nashville", e Jack Nicholson volevano portarselo in America, ma erano altri tempi". Tempi in cui "i baci erano come il rock".
Bruno Marzi