Alberto Fortis live nei campus intervista Il Gazzettino 1994

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A quattro anni dall'ultimo tour, e con un nuovo album, "Dentro il giardino", Alberto Fortis si propone con una serie di spettacoli negli spazi universitari, il "Campus tour" appunto, gratuiti e serali. Le prime tappe - Veneto escluso - saranno il 27 maggio a Bologna, il 28 a Milano, il 30 a Torino (alle 17.30 nel cortile del Politecnico), il 31 al teatro Giacosa di Aosta, il primo giugno a Urbino, il 4 a Modena, il 6 a Roma, Tor Vergata.
 Con il 39enne musicista di Domodossola, famoso per "Milano e Vincenzo", la canzone che gli ha dato la grande popolarità, e per altri successi a cavallo degli anni Ottanta, suonerano i "Word", la stessa band californiana con cui ha registato il disco a Los Angeles: Court Connor alla batteria, Klaus Derendorf alla chitarra, Saverio Principini al basso, Pete Slevin alle tastiere, più i cori di Sharon e Tracy, le due belle "groupie" che accompagnano i musicisti. Manca solo - o forse c'è - il classico furgone colorato in stile hippy, con annessi "generi di conforto"...
 La band, in effetti, sembra uscita da un poster fine anni Sessanta, ovvero scongelata nel forno a microonde: capelli lunghi e abiti colorati, stile "Flower power", cui non si sottrae nemmeno Alberto, con un look più alla "Ultimo dei Mohicani". Fortis, artista intelligente e "fuori dal branco", ha un "groove" più rock che da cantautore. Di conseguenza, anche questa volta la produzione dell'album è affidata a Claudio Fabi, con Fortis già ai tempi degli esordi con la Pfm.
 "Il "college tour" è una scommessa - esordisce Alberto, giunto all'appuntamento con mezz'ora di ritardo e tutta la tribù della band al seguito - anche perchè credo di essere il primo a farlo in maniera organica. Il tutto si sposa bene con il progetto di "Dentro il giardino", un disco che tratta temi non usuali, e si arricchisce dell'interagire tra la band e me. Ho recuperato così uno degli aspetti del rock, che in passato ha prodotto la musica migliore".
 Fortis ha cambiato Casa discografica, approdando alla Virgin, non senza aver perso un anno buono, per problemi di "fine contratto". "Artisticamente - ci spiega - non ho subito contraccolpi negativi. Anzi, la collaborazione di Fabi mi ha portato, senza polemiche con i vecchi discografici, a riappropriarmi della produzione. La musica di questi anni mi ha molto deluso. Si è passati dal "dogma del contenitore" alla musica del "contenitore senza contenuto": due estremi. Io mi sono infilato nel mezzo, cercando di recuperare l'energia degli esordi. Sarà il pubblico, quello nuovo creato dal "tam tam della giungla" virtuale, quello che non si identifica col voto più o meno a destra ma con la "terapia della musica" atta a svegliere le coscienze, a dire se avrò ragione!". Romanticamente contro. In quel caso, e per gli show a venire, il biglietto sarà a prezzo pieno.
Bruno Marzi