Alexia intervista Stop 2002

La Spezia, marzo
E adesso? Per Alexia, la diva della "dance" italiana con 5 milioni di dischi venduti nel Mondo, il secondo posto al Festival di Sanremo con "Dimmi come", la sua prima canzone in italiano, è stato l' inizio di una rivoluzione che vale molto più di una vittoria in gara. La conquista delle classifiche di vendita, le interviste e i passaggi televisivi, il tour che inizierà ai primi di giugno sono le tappe immediate di un cammino verso un nuovo successo,  più maturo di quello ottenuto come "reginetta delle discoteche".
 Ciliegina sulla torta in futuro potrebbe arrivare anche un duetto con Zucchero, che come lei ama la musica "nera" americana, ma cantata in italiano. <Sarebbe stupendo, un sogno che si avvera>, commenta la 34enne Alessia Aquilani in arte Alexia: un metro e 50 centimetri di allegria per 43 chili e, aggiunge lei, <... Trentacinque/trentasei di piede e 36/38 di abiti, con i pantaloni sempre da accorciare perché non sono una modella... >.
<Tra noi c'è un sentimento di stima reciproca - spiega - ma non ho mai osato pensare a un' eventualità del genere. Sarei onorata. Ci conosciamo da tempo. Alcuni dei miei musicisti hanno suonato e collaborato alle canzoni del suo ultimo cd. Lui è il più grande di tutti>.
E Zucchero, cosa ne pensa? Dopo aver terminato con l' ennesimo "tutto esaurito" a Milano i concerti italiani proprio la sera della finale sanremese, il cantautore di Roncocesi prosegue il tour nel Nord dell' Europa. Ci ha fatto sapere che ha gioito per il successo di "sister" Alexia, che ha considerato anche un po' suo.
 Se sono rose, insomma, fioriranno, ma non subito, per gli impegni di entrambi. Un duetto tra grandi artisti nasce spontaneamente, con la canzone e l' atmosfera giusta. Nell' attesa di incontrare Zucchero, magari in una di quelle grandi "tavolate" campestri tra amici, la piccola, sexy e indiavolata ragazza ligure si concede una breve pausa prima che arrivi un' estate densa di lavoro. O almeno ci prova.
<Sto facendo mille "pacchettini" perché finalmente riesco a completare il trasloco nella nuova casa alle porte di Milano. E' una maniera per distrarmi e rilassarmi dopo la tensione del Festival e tutte le cose successe dopo>.
Farà anche un po' di vacanza?
<Forse. Di sicuro passerò qualche giorno in un "centro benessere" frequentato da molta gente dello spettacolo. Farò massaggi, bagni, mangerò cibo salutare. Una bella ripulita dallo stress, insomma!>.
Ci racconta il "suo" Festival?
<E' presto detto: tante lacrime! Di gioia naturalmente! Mi hanno ripagato dei sacrifici e delle vere e proprie battaglie per imporre la mia idea musicale. E poi poco sonno. Ho rivisto il letto di casa alle tre di notte del lunedì successivo. Per due giorni ho solo risposto al telefono. Arrivavano così notizie dai discografici che mi dicevano: "Sei quella che vende più dischi. Sei prima in classifica!". E pensare che i miei dischi "dance" sono i più "piratati". Una volta in un autogrill nel napoletano volevano rifilarmene uno. Quando ho detto al "venditore" che quella del disco ero io lui mi ha risposto: "Scusate signorina, ma devo mangiare anch' io">.
A cosa ha pensato prima di salire in scena?
<Mi sono ricordata di quello che mi diceva il mio primo impresario, una persona matura e piena di buonsenso: "Per riuscire nello spettacolo bisogna fare la fame, perché così escono da dentro le cose migliori". Io la fame, per fortuna, non l' ho mai fatta, ma sacrifici tanti. E così mi sono ricordata di quei sacrifici>.
Per esempio?
<La decisione di cantare in italiano, mentre tutti mi dicevano di continuare la carriera "dance". Io mi sentivo esausta. Volevo quasi smettere, malgrado avessi un disco appena pubblicato che non è andato male. Ero delusa per non poter cantare la mia musica preferita, quella che eseguivo nei piccoli locali quando ero all' inizio. E' la stessa musica che piace a Zucchero, e con la quale lui ha avuto il successo che merita>.
Qual' è stato quindi il suo segreto a Sanremo?
<Essere finalmente me stessa. Andare sul palco serena e piena di grinta. Preoccuparmi solo di fare bene il mio lavoro e attendere i risultati. Che fortunatamente sono arrivati! Quando mi hanno dato il premio per il secondo posto, che per me era più che vincere, ho urlato di gioia!>.
Chi le ha dato buoni consigli?
<Il mio nuovo manager... Amici come Laura Pausini, che dopo la finale mi ha madato dei messaggini sms. Era dispiaciuta di essere a Parigi per un concerto all' Olympia, e di non aver visto quella sera il Festival. Lei è veramente una grande e sincera amica. Ma anche Morandi, Antonacci, e molti altri colleghi>.
Tutto qui?
<No, non proprio. Dopo una lunga e tormentata "storia" terminata l' anno scorso non bene, per non dire male, ho un nuovo compagno che mi ha dato un forte appoggio nel momento di prendere decisioni importanti per la mia carriera. Sono riuscita a "tirare fuori" tutto il dolore, metterlo alle spalle e provare una nuova grande gioia>.
Le canzoni del suo album in italiano "Alexia" parlano tutte d' amore. Sono autobiografiche?
<Si capisce così tanto? Quando dico che in qualche maniera ho superato la sofferenza intendo dire che l' ho raccontata nelle canzoni. Nella musica e nei testi c'è tutta me stessa, il dolore ma anche l' allegria, e l' amicizia in cui continuo a credere molto. E' un po' la storia del passaggio doloroso tra la vecchia e la nuova Alexia>.
A chi ha dedicato il suo successo?
<A tanti, alla mia famiglia e in particolare a mio padre Agostino, morto nel '95 poco prima che "scoppiasse" il mio fenomeno "dance" con canzoni come "Ti amo ti amo", eccetera. La mia famiglia mi ha sempre appoggiato, a partire da mia madre Wilma. Anche Annamaria, la mia sorella minore, ma è più alta di me, è un forte punto di riferimento. E poi ci sono tutti gli amici di La Spezia, che rimangono quelli veri, che rivedo sempre volentieri>.
Prossimi impegni, allora?
<Tra pochi giorni riunirò il mio staff per preparare il tour che appunto inizierà ai primi di giugno. Mi piacerebbe anche ritornare al "Festivalbar", una manifestazione cara alla mia "prima vita dance". Sono molto legato alla famiglia Salvetti, al grande Vittorio che non c'è più e a suo figlio Andrea. Tornare in Arena a Verona con la mia nuova musica sarà una grandissima soddisfazione!>.
Bruno Marzi