"All You Need Is Pop!" La tre giorni di festa per Radio Popolare nel Parco del Paolo Pini di MIlano con Lucia Annibali e Jacopo Fo

Venerdì, sabato e domenica. C'è ancora tempo per "All You Need Is Pop!", la grande festa di Radio Popolare che invade i grandi spazi del parco che al suo interno ha ospitato l' Istituto Paolo Pini per l' igiene mentale (quelli più normali di noi perché matti, insomma). Viali bellissimi e ombreggiati, orti popolari, e un hospice per malati in carrozzina, e altro. La festa è piena di parole, musica e cibo. Un iper Festa de' L'Unità d' antàn. Di quelle buone. Nel pomeriggio di sabato me ne sono ritagliato uno spicchio, saltabeccando tra un palco e l' altro, con 31 gradi afosi. Ho fatto in tempo a seguire una super edizione di Casa Arzilla nel Teatro dell' Orto, dove parlavano di futuro della politica ("Lo stato di salute della Repubblica italiana") il Presidente Emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida, bimbo di 82 anni, e l' avvocato e partigiano Carlo Smuraglia, di anni 94. Moderava la "bambina" Anna Bredice. Poi sono andato nel Teatro La Cucina ad ascoltare Jacopo Fo che parlava, incazzandosi alquanto, dello stato di salute del Pianeta, "una aspetto di cui la gente sembra dimenticarsi" e che stava molto a cuore ai di lui genitori. Una vera folla, poi, ha atteso l' arrivo di Lucia Annibali, che ha subito confessato di non avere ancora terminato il calvario di interventi per tornare alla normalità, a cinque anni dall' inusitata violenza con l' acido da parte dell' ex fidanzato bestia. "non più vittime", titolava l' incontro. Con lei a "combattere" la scrittrice, e molto altro, Giulia Blasi e Chiara Ronzani nella veste di moderatrice. Toccata e fuga, mentre la sera scendeva, le zanzare languivano ma non avrebbero tardato e i Punkreas, che non mi piacevano nemmeno vent'anni fa, a chiudere la serata sul palco principale. Mangerie di tutti i tipi e tutte le latitidini nell' apposita zona gourmet, tazze commemorative con il logo della radio in vendita tipo Nozze Reali. Bisogna pur vivere in qualche modo senza (o con pochi e affettuosi) padroni.

Sessantuno foto (sì, sessantuno... ) nell' apposita galleria