Anastacia intervista Visto 2014

Di Bruno Marzi

Milano, novembre. Anastacia batte cancro Due a Zero. E festeggia con il suo nuovo amico – artistico, s’ intende – Kekko Silvestre dei Modà. “Lifeline/ Luce per sempre” è cantato dall’ inedita coppia per metà in inglese e per metà in italiano ed è disponibile per l’ acquisto su Spotify. “Ani ha avuto la stessa malattia per la quale temevo di perdere mia madre – spiega a Visto Francesco “Kekko” con un po’ di emozione – e così , oltre ad aver intitolato l’ ultimo disco “Gioia” appunto per il lieto fine, mi sono sentito molto vicino a lei umanamente e artisticamente. Le ho chiesto un po’ di tempo per scrivere il testo della canzone perché volevo che fosse perfetta. Lei è una grandissima star e merita il meglio!”. Già nel marzo del 2006, ospite al Festival di Sanremo, Anastacia aveva duettato con Eros Ramazzotti in “ I Belong to You”. “Fu un grande onore – ricorda a Visto Anastacia – e un’ emozione. Ma con Kekko è qualcosa di più e chissà a cosa porterà.. “.

A più di dieci anni dalla prima diagnosi di tumore al seno – e successiva sconfitta e remissione – la subdola malattia si è ripresentata alla cantante statunitense nei primi mesi del 2013, a due anni di distanza dalla fine del matrimonio con la sua guardia del corpo Wayne Newton. E ancora una volta, con grande forza d’ animo, Anastacia ha saputo vincere il Male, prendendo poi la decisione di effettuare una completa mastectomia – così come per Angelina Jolie – per evitare qualsiasi tipo di ricaduta. Anastacia (vero nome Anastacia Lyn Newkirk, 46 anni da Chicago, Illinois) si è trovata a combattere da sola, senza un compagno al suo fianco, ma ha condiviso ogni momento del suo dramma, e la lenta risalita, con i suoi affezionatissimi fan, che l’ hanno sostenuta con messaggi e regali praticamente ogni giorno e che, malgrado problemi alla bellissima voce per i mali di stagione, l‘ hanno applaudita numerosissimi nei giorni scorsi a Milano, Firenze, Roma e Padova. Ottantacinque milioni di dischi venduti nel mondo, una voce “nera” sul minuto corpo color latte, Anastacia ha ospitato volentieri Kekko nei quattro show di grande successo in Italia (dove il suo Fan Club è fortissimo) per presentare il nuovo album – il primo in cinque anni – “Resurrection”. Che in greco sta anche per “rinascita” e si dice “anastasìa”, Americanizzato in Anastacia, appunto.

Eccoli allora, Kekko e Anastacia, che prima di esibirsi rispondono volentieri alle nostre domande.

Come vi siete conosciuti?

Kekko: “Alla finale di “Amici” lo scorso mese di marzo. Eravamo “nemici” in gara e ci siamo scontrati perché lei duettava con Deborah e io con i Dear Jack. Io parlavo malissimo l’ inglese ma ci siamo capiti ugualmente”.

Anastacia, cosa l’ ha colpita di questo ragazzo italiano che non conosceva?

Anastacia: “La voce mi ha colpito immediatamente, e per me è la cosa più importante. E poi l’ ho conosciuto, trovandolo gentile e modesto, due caratteristiche cha amo molto”.

Come nasce invece la collaborazione?

Kekko: “La ho proposto un testo per la canzone che racconta un momento molto particolare della sua vita. E’ stato difficile tradurre le parti poi finite in inglese, ma ci siamo riusciti bene”.

Anastacia. “Io ero invece preoccupata per la mia pronuncia in italiano! Per cui ci ho lavorato su parecchio per adattare anche la mia voce. Spero che vada bene!”.

E adesso?

“Adesso – rispondono praticamente assieme – vediamo cosa succede. Di sicuro qualcosa di nuovo nascerà. Una canzone, un disco? Chi lo sa… “.

Anastacia: “Di una cosa sono sicura: potrei andare a un concerto dei Modà e cantare a squarciagola per tutto il tempo, anche senza capire una sola parola!”.

Anastacia, cosa c’è di diverso questa volta nel suo ritorno alla musica dopo la malattia?

“Bisogna accettare le prove della vita. E poi è molto bello, appunto, ritornare alla vita e sentirsi di nuovo se stessi. Quindi la “seconda volta” c’è voglia di ricominciare, mentre la prima volta c’era solo la voglia di venirne fuori in una maniera o nell’ altra. Durante la malattia sapevo già di cosa si trattava e quindi ne ero consapevole e collaborativa”.

Il nuovo disco rappresenta bene il suo nuovo stato d’ animo?

“Vengo fuori per quello che sono adesso. Sono diversa e aspiro a cose più profonde, come spiego anche in “Stupid Little Things”, le cose stupide di tutti i giorni, appunto, che per molti sembrano importanti. Se ti confronti con una grave malattia tutto riprende la giusta proporzione”.

La musica, in un certo senso, è stata per lei anche una terapia?

“Certamente! La musica mi ha sempre aiutato a superare i momenti difficili, e questo nuovo album è una bellissima strada che porta ad esprimere la gioia che provo adesso!”.

Lei per ha sempre pensato a chi soffre

“La mia Associazione “Anastacia Found”è nata nel 2003 per aiutare anche economicamente chi deve affrontare la malattia, ma adesso se possibile continua con più forza, per dare aiuto e speranza. E perché, come ho fatto io e anche la mamma di Kekko, se ne può uscire a testa alta e vittoriosi!”.

Bruno Marzi