Baustelle intervista Il Gazzettino 2008

Milano
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Tanto per capire di cosa stiamo parlando, Francesco Bianconi, che con Claudio Brasini e Rachele Bastreghi ha formato dieci anni fa i Baustelle, parola tedesca che indica un lavoro in corso, è anche il co-autore, con la stessa interprete Irene Grandi, di quella "Bruci la città" che giusto un anno fa Baudo non prese in considerazione per il Festival di Sanremo ma che poi si rifece con gli interessi la scorsa estate. Un talento puro, insomma, che con due degni compagni di strada ha saputo creare una originale e solida esperienza rock-pop italiana. Il primo febbraio esce "Amen", il nuovo album che, con Milano Concerti, i Baustelle porteranno in tour dal 29 febbraio al "Deposito Giordani" di Pordenone, il primo marzo al "Max Live" di Vicenza e poi ancora il 18 aprile al "New Age" di Roncade (Tv).
 Curiosa novità: i biglietti acquistati in prevendita costeranno meno di quelli acquistati al botteghino. "Saremo in sette sul palco - spiega Bianconi - e comunque per rendere al meglio l' atmosfera del nuovo disco, utilizzeremo anche dei campionamenti molto raffinati". Con Francesco Bianconi - voce, chitarra e tastiere - Claudio Brasini - chitarra - e Rachele Bastreghi - voce, tastiere e chitarra - ci saranno Ettore Bianconi alle tastiere, Nicola Manzan, violino e tastiere, Alessandro Majorino al basso e Sergio Carnevale alla batteria.
 "Amen" è un album che possiede un filo logico nelle liriche, tra il nichilismo e la denuncia politica "del profondo malessere, quasi senza speranza, della civiltà occidentale". Il tutto molto "italianizzato" nei contenuti e con titoli che, per contrasto, spostano ogni canzone nel territorio delle possibilità più che della rassegnazione. Francesco e Compagnia partono dal dichiarato atesimo per parlare di "speranza legata a quello sguardo verso l' Alto che proprio i non credenti esercitano con maggiore convinzione". Perché nel concreto, è il meccanismo secolare della Chiesa che non sopportano.
 Ancora Bianconi: "E' un' avversione nei confronti dell' Istituzione che, come nel Medioevo, vorrebbe influire sulle Civiltà. Se ci sono i proclami del Papa al telegiornale ti ribelli: Cristo non dettava consigli ai parlamentari... ". Non manca la citazione artistica in "Charlie    fa surf", sui malesseri dei giovani, citando un' Installazione di Alessandro Cattellan che mostra un ragazzo inchiodato al banco di scuola, o titoli espliciti come "Il liberismo ha i giorni contati", "Alfredo", che riprende la tragedia di Alfredino Rampi e quel tipo di spettacolarizzazione televisiva. Il tutto in un gioco di continui richiami alti ("Baudelaire") e "fotografie" basse della Società in cui oggi i giovani cercano risposte a domande chiare, come lavoro, onestà e certezza del futuro.
 Per i tre ragazzi di Montepulciano la musica, invece, è un misto di influenze straniere e italiane, citazioni più che volute ("Panico" riprende la celeberrima "These Boots Are Made for Walking" del recentemente scomparso Lee Hazlewood e hit mondiale di Nancy Sinatra) con riferimenti espliciti alla teatralizzazione dei Cccp, alla metrica di Battiato "prima maniera" ma anche all' ultimo Jovanotti, considerato "di grande spessore artistico, se si pensa che ha cominciato con "Gimme Five!"". Conclude Francesco. "E' stato un disco realizzato all' antica, suonato chitarra e voce e poi messo su provini già abbastanza completi, e dopo ancora riscritto in studio con un lavoro molto meticoloso e l' utilizzo di archi, di molti strumenti e l' aiuto di artisti come Alessando Alessandoni (il figlio ha collaborato con Jovanotti Ndr) che per noi è stata una stupenda scoperta".
Bruno Marzi  

Nella foto: Baustelle live all' HJF di Mestre 2008