Bruce Springsteen live a San Siro 2003 Il Gazzettino 2003

Milano
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Springsteen come iperbole della musica, della vita, delle emozioni. E non si è fatto mancare nulla, l' altra sera al "Meazza" di San Siro, il poco più che cinquantenne artista del New Jersey. Più "Boss" che mai, per due ore e mezza, con la sue E-Street Band al gran completo; più italiano che mai con la sua partecipazione emotiva, e la vis polemica, nei confronti delle assurde restrizioni di tempo imposte da Comune di Milano ("Che ore sono?", ha chiesto più volte al pubblico); più trascinatore che mai, al punto di vincere una vera e propria battaglia contro il nubifragio abbattutosi su Capoluogo lombardo e sull' hinterland, e che poi ha avuto pesanti conseguenze e rallentamenti sul rientro a casa dei 60mila fan entusiasti.
 Springsteen è unico e irripetibile, insomma. Inizia alle 20.15 e cambia la "scaletta" rispetto al recente show di Firenze, con la taumaturgica "Promises Land" a cominciare, poi con "The Rising" a seguire e "My love will not let you down". Sembra che abbia fatto un patto col Padreterno, al punto che San Siro sia perennemmente calma, al centro del ciclone. Ma purtroppo non sarà così, mentre "Empty Sky" (appunto... ) cantata con la moglie Patti Scialfa, precede il capolavoro "The River". La Natura presenta il conto di mesi caldi e asciutti oltre la logica, e il Boss, e con lui il pubblico del "Meazza", colpo d' occhio unico e potente, non fa una piega, o quasi, quando pioggia e vento sferzano a lungo dentro l' arena, ma non superano per impatto e volume la performance sul palco.
 Il pubblico, allora. E' commovente. Vive il rito collettivo del rock con allegria, rispondendo all' unisono, fino all' ultimo fan in alto sul famigerato terzo anello, ad ogni sollecitazione di Springsteen; alzando le mani, facendo il coro, sorridendo. Un pubblico speciale, insomma, anarchico e, malgrado la Società mandi "input" differenti, solidale e pacifico. Ci sta bene quindi il messaggio di "benvenuto" del Boss in un buon italiano: "Ciao Milano! Come va? E' bello vedervi qui a San Siro di nuovo. Sono passati molti anni dal 1985. Spero siano stati anni buoni! Sono tornato a casa!". E' il vecchio amico, il vicino di casa che torna. Il riferimento a San Siro dell' 85 (senza la ristrutturazione il suono era migliore e il clima meno claustrofobico) è a uno degli show meglio riusciti in assoluto del periodo di "Born in the Usa".
 Springsteen, appena può, cala con armi e bagagli, famiglia e parenti, nel nostro Paese. Il lago di Como, cove adesso ha casa anche George Clooney, è il suo buen retiro. Nella sua faccia c'è quell' America che noi vorremmo vedere sempre: fiera sì ma anche onesta, memore della fatica per essere quello che è oggi, così come i nostri immigrati lo sono con orgoglio per quanto fatto nel Mondo. Fa piacere quindi che questo rock nato dalla "working class" sia quello vero, vincente, che "fa la differenza". Lunga vita al "Boss" allora, e che si conservi a lungo quell' energia che, dopo più di due ore di show al fulmicotone, lo fa lanciare senza respiro in brani storici come "Land of Hope and Dreams", appunto, "Dancing in the dark" e Rosalita". E adesso tocca a Vasco.
Bruno Marzi