Bryan Adams live e intervista Milano Il Gazzettino 1994

Milano
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Bryan Adams è in tour da tre anni, senza grandi pause. "Ogni sera cambiamo canzoni e maniera di suonare, sempre con grande spontaneità. Sennò, a quest'ora saremmo impazziti!", ci ha spiegato. Però, adesso, il Nostro è ancora in pista, in Italia, in attesa di registrare un nuovo album da settembre, a cui sta già lavorando da tempo.
 Venerdì sera, dodicimila fan scatenati- la convenienza vuole che si citi Fiorello, Gabriella Carlucci e "uno dei figli di Berlusconi"... - hanno seguito per oltre due ore e mezza lo show della rock and roll band di Bryan Adams, con Keith Scott alla chitarra, David Tayler al basso, Michael Curry alla batteria e Thomas Mandel alle tastiere. I soliti, vecchi amici. Ricordiamo che Bryan suonerà al Palaverde di Treviso domani sera, lunedì, ma i biglietti sono esauriti da giorni.
 Il "So far, so good tour '94" vive del "nuovo miracolo italiano": 600mila album venduti, 70mila spettatori in nove date che finiranno con lo show di Roma, il 25, e, a detta del manager Claudio Trotta, "Almeno 30mila ragazzi rimasti fuori nelle date del Nord. Dieci anni di sacrifici e di fiducia nell' artista, e sua in me, hanno fruttato l'attuale trionfo!". Trotta, lo ripetiamo sovente, è il manager "dal volto umano", quello che non perde di vista il lucro, ma ama il suo lavoro e rispetta gli artisti. Buon pro gli faccia il successo di Bryan, quando tutti ci ricordiamo il primo show al Rolling Stone, nell'83, con sì e no duecento persone. Anche allora fu buona musica.
 "Brando, chi è costui? Io non ho mai band di supporto. Il mio show basta e avanza!", ci aveva confessato Adams in conferenza-stampa. Tant'è, che, alle 20 precise, sul grande palco del Forum (niente scenografia, tanta luce, e apertura a 180 gradi) sale proprio il ragazzo di Sicilia, pupillo dei discografici Polygram. Brando ha un album intitolato "Fuori dal branco" e vanta l'amicizia e l'appoggio dei R.E.M. Basterà? Non ci è dato di sapere. Bloccati al freddo e al gelo, tra i fotografi, siamo entrati in sala a cose fatte.
 Bryan inizia alle 21.15, prende possesso della scena e non la molla più. Camicia e pantaloni in jeans, con una t-shirt nera sotto, il musicista canadese fa a meno degli orpelli e ci dà sotto. Springsteen dei "semplici" Risposta: "Onorato del paragone!"; ma sa di essere più bravo come compositore, anche se meno graffiante nei testi, campagna pro-balene a parte.
 Noi abbiamo una "scaletta" di 23 canzoni; alla fine, saranno più di 30, a partire da "Lonely night" e "House arrest". L'Italia, unita, applaude il grande rock "liberal" di "Kids wanna rock", "Can't stop this...", "Cuts like a knife", "It's only love", "Run to yoy" e "Summer of '69".
 Anche le ballate, però, non scherzano: "Please forgive me", "All of love" (superba. Niente a che vedere con la versione sdolcinata in trio con Stewart e Sting), "Everything I do" e "Heaven". Poche "trovate" sceniche (solo un paio di "passerelle" e momenti acustici) e tanta musica hanno convinto un pubblico che si aspettava la melodia, ma ha decretato il trionfo del rock.
Bruno Marzi