Cèline Dion live a MIlano Forum Il Gazzettino 2008

Milano
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Abbiamo visto cose che voi umani non potete immaginare. E' successo l' altra sera al DatchForum di Assago, poco prima, ma anche durante "Taking Chances" (dal titolo del recente cd) il concerto della bravissima (ma proprio brava) Céline Dion. Colpo d' occhio rassicurante per gli organizzatori: almento 7mila fan dislocati tra gradinate a 90 euro e platea a 300. E proprio tra i "fortunati" posti ai piedi del palco (centrale e a quadrilatero, molto elegante) abbiamo osservato un fiorilegio di tipi e tipologie.
 E così seri signori in giacca e cravatta (c' era l' aria condizionata) con le consorti in abito da cocktail si scatenano con apparati digitali vari per riprendere l' arrivo in sala del marito di Céline con figlio e di lei madre 81enne. Accanto a loro una serie di variopinte varianti, con gente in stile "Naomo", infradito e calzoni arancioni a tre quarti tipo Club Med; e le immancabili coppie di "modellini" tutti tirati a lucido e alla ricerca di un compiacente fotografo che li alieni dall' anonimato. E così abbiamo pensato a quello show di molti anni fa con Sinatra, la Minnelli e Sammy Davis Jr. che vedeva in prima fila Walter Chiari, i Moratti, la borghesia "decente" di una Milano meno cialtrona.
 Perché è in certe circostanze, come dice Dagospia, che il "cafonal" all' ennesima potenza assurge ad arte minore. Sia come sia, la Signora del Pop, la simpatica e gentilissima e spiritosa Céline, dall' alto dei suoi 200 milioni di dischi venduti, i suoi Titanic che invece di affondare solcano il Mare discografico, i suoi tre anni-tre di repliche a Las Vegas (cinque show alla settimana in un' arena creata apposta da 4mila posti e le coreografie di Dragone del Cirque du Soleil) e un attuale tour della durata di un anno, non si cura, anzi ammicca, ed entra in scena in un elegante mini abito rosso che sottolinea il notevole stacco di gamba. E sorride anche all' orda di "immortalatori digitali", che addirittura spintonano i fotografi veri al grido di "abbiamo pagato salato!" dopo che un video, proiettato da un cubo translucido posto al centro, ha mostrato le precedenti tappe del tour, a imperitoria gloria.
 Ci commuove sempre, la ragazzona di Charlemagne ultima di 14 figli che poi si innamora del manager più anziano, il serio ma simpatico René Angélil, e lo sposa, e interrompe il tour per stargli vicino quando non sta bene (lieto fine!) e sceglie la lunga sosta a Las Vegas sì per i soldi ma anche per allevare al meglio il figlioletto. Una bella storia, che si trasforma in un' apoteosi del talento quando Céline apre il turbo e intona "I Drove All Night" salutando il pubblico sui quattro lati, salendo in piedi sul pianoforte, percorrendo un tapis roulant magicamente apparso sul palco.
 Lo show è diviso in "blocchi" per stile e argomento dei brani.  L' inizio è per il "Power of Love", dal titolo del secondo brano. Poi arriva la Passione, con tanto di flamenco e la finale cover di "All By Myself" di Eric Carmen. La zona "Fashionista" è la più lunga, e inizia con l' intro di "My Heart Will Go On" (che ovviamente sarà l' ultimo bis) e termina in francese con "Pour que tu m' aimes encore". Il finale è rock, perché la ragazza vuole sparare la gran voce su registri e ritmi che le si confanno, ma che ha poco esplorato per ora. E' il Queen Tribute "We Will Rock You" e "The Show Must Go On". Il concerto (nel frattempo ci sono stati un paio di cambi d' abito) arriva alla zona Soul con un medley e "It's a Man's World" già di James Brown, che però sottotitolava "non voglio viverci senza le donne". "Love Can Move Mountains" annuncia il primo bis con "Deep River Mountain High" in versione Tina Turner (chi vince?) e poi l' apoteosi "titanesca" in stile Las vegas, appunto. Brava, brava, brava.
Bruno Marzi