Cesare Cremonini vince al Meazza. Stadio pieno e show convincente

Alla fine del terzo brano, "Padremadre", Cesare Cremonini non resiste e... allo stacco finale fa la famosa piroetta col pugno alla Freddie Mercury. I fan più scafati sanno che da molti anni l' artista di Bologna ha un massiccio tatuaggio sull' avambraccio che riproduce il leader dei Queen, di cui è superfan da sempre, con tanto di corona. E un piccolo diadema se l' è meritato anche il trentottenne ex frontman dei Lùnapop, la band degli esordi in cui faceva anche da penna e da spartito. Un talentone, insomma, che per quello che ci risulta non si è montato la testa e continua per la retta via del suo pop-rock autorale, che così bene funziona. Tanto bene che ha ben riempito San Siro (ufficiali
56mila) di fedelissimi e gioiosi supporter. Cremonini si distingue anche per la qualità del pubblico che lo ama e lo viene a trovare ai concerti. Facce pulite e sguardi grintosi, ma sempre con il sorriso dietro, come da foto in galleria (55). Il palco è debordante, con camminamento centrale e "isola" per fare cose da solo e coi musicisti. Lui dopo tre minuti gronda sudore, ma è sempre stato così. L'impostazione vocale, sorniona e sempre "trasportata" dalla melodia (un vecchio trucco da crooner che gli viene spontaneo) gli permette di reggere bene dall' inizio alla fine senza vituperi delle corde vocali. Visivamente, non mancano fumi, coriandoli alla Coldplay e tutto l' armamentario di rito. Una cosa che abbiamo notato - e fa piacere - è che, mediamente, sono meno i ragazzi tra il pubblico che agitano i telefonini, preferendo godersi lo show. Il repertorio è quello noto, venduto meglio nei negozi e quant'altro rispetto alla media dei suoi colleghi big, più ovviamente "38 Special" e compagnia bella. Al momento giusto, però. Successo meritato.