Cesare Monti libro Lucio Battisti e la Numero Uno Il Gazzettino 1999

Milano
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Suona come una favola, ma per i protagonisti è stato un lungo periodo in Stato di Grazia. Musica come Arte, e una vita "complice" immersa mella storia di anni importanti e difficili. E tanti successi in cima alle classifiche di vendita. Tutti estremamente originali, e griffati da una forma grafica nuova. Trent' anni giusti della storia italiana, attraverso un' importante colonna sonora discografica, sono stati sottolineati dalla "Numero Uno", l' etichetta voluta da Lucio Battisti, Giulio Rapetti-Mogol e il padre Mariano, Sandro Colombini e Franco Daldello, che ebbe quasi subito l' apporto del grande Lucio, a fine contratto con Ricordi, e di nuovi talenti come la Pfm e la Formula Tre (dal nucleo dei Quelli), Flora Fauna e Cemento (con Mario Lavezzi uscito dai Camaleonti), Adriano Pappalardo, Oscar Prudente (co-autore di Ivano Fossati), Bruno Lauzi, Ivan Graziani (ex Anonima Sound), il triestino Gino D' Eliso, il primo Edoardo Bennato, i Dik Dik, Mango, Umberto Tozzi, Tony Renis. Tutti nel loro periodo migliore dal punto di vista creativo e umano.
 Dal coraggio e dal successo della "Numero Uno" nacquero poi la "Cramps" di Gianni Sassi (Area, Finardi, Camerini, Skiantos... ), l' "Ultima spiaggia" di Nanni Ricordi con Jannacci, Manfredi e molti nuovi talenti, e poi ancora emanazioni delle "majors" come "Intingo", "Divergo" per arrivare ai giorni nostri con la sola "Sugar" di Caterina Caselli, con Andrea Bocelli rimasta completamente indipendente e italiana, rispetto alle grandi Multinazionali. Così, complice la pubblicazione del libro fotografico di Cesare Monti "Lucio Battisti e la Numero Uno", un' allegra e talentuosa compagnia si è ritrovata per festeggiare e ricordare, complice il cibo e le libagioni. Ospiti della trattoria di proprietà dei Dik Dik, "L' isola di Whight", Pietruccio Montalbetti è il fratello di Cesare, i vecchi amici si sono stretti attorno a "Cesarone" per rivedersi nel bel libro e ricordare.
 "Ogni giorno era un' invenzione - ricorda Monti - e ovviamente non ci rendevamo conto di stare scrivendo una pagina importante della storia di tanti italiani, oltre che della nostra avventura personale. Da 18 anni che non ho più a che fare con il mondo della musica. Ho fatto il regista pubblicitario, e da anni mioccupo di ricerca medioevale, settore in cui vengo considerato un esperto. Non amo collezionare, e così le diapositive e i negativi di quei servizi fotografici a Lucio, e a molti altri, si sono ammucchiati in disordine. per la prima volta dopo dieci anni, per realizzare questo libro, sono tornato in camera oscura. Ogni tanto dovevo uscire, perchè mi facevo vincere dall' emozione... ".
 "Tutto tornava attuale: l' antica amicizia con Lucio, complici mio fratello, le nostre madri e una gioventù passata in comune. E poi il dolore, insopportabile e improvviso, che mi ha preso alla notizia della sua morte. Non lo vedevo da anni. Mi è testimone mio fratello, che ho provato un dolore simile a quello per la scomparsa di mio padre, con il quale non parlavo da cinque anni, ma a cui volevo un bene immenso. Dal libro ho tolto una foto: quella in cui Lucio e Ivan Graziani si guardavano, ridendo. Mi è sembrato eccessivo. Per il resto, Lucio "vero" è quello sorridente, da solo e accanto al figlio, sempre pronto allo scherzo da "romanaccio", assolutamente non di destra... ".
 Oscar Prudente ricorda di quando, per non poterlo pagare solo come autore, gli facevano fare anche il fattorino, e lui buttava via gli inviti per le conferenze-stampa. Antonella Camera era l' addetta stampa, e con lei lavorava un certo Claudio Bonivento, presente alla serata, diventato poi produttore e regista cinematografico di grande successo. "Allora - ricorda - mi facevano fare due o tre lavori per volta... ". Ancora gli artisti: Bruno Lauzi chiacchera fitto fitto, mentre Lavezzi si gode la cena con la moglie. Alberto Radius è sempre in giro con la Formula Tre: "Suoniamo nelle piazze e in giro per il mondo. La musica che c'è in giro, però, è brutta... ".
 Pietruccio, e con lui gli altri due Dik Dik, parla di un nuovo cd che stanno preparando: "Bisogna guardare avanti. Abbiamo ancora molte cose da dire". C'è anche il discografico sanremese Mario Ragni, vicinissimo a Lucio e alla "Numero Uno", che si è offerto volentirei per il ruolo di organizzatore della serata: niente "compilation" in arrivo, però, almeno per adesso. Pappalardo è assente giustificato: con la sua barca sta veleggiando verso le Canarie. La Pfm sta lavorando al disco, altri non se la sono sentita, come Vandelli che ha dato forfait all' ultimo minuto. Si scherza e si ride. Anche chi scrive, pur se più giovane rispetto alla compagnia, ha qualche ricordo personale. Poi si parla ancora di Lucio, e di Ivan Graziani. Di quelli che non ci sono più. "Non ce la faccio a rivedere i vecchi filmati - continua Monti - e non so perchè. Eppure ci siamo divertiti tanto! Per fare le famose foto nel fango ho scattato più di quattromila immagini, e Lucio, che diceva: "Sono indistruttibile!", ebbe la febbre per due giorni! Non ci fregava niente del look, ed era facile fotografarlo perchè si capiva che aveva qualcosa da dire! Oggi? A parte il talento, anche da parte dei discografici, che non vedo più, non è cambiato poi molto. Adesso, come allora, farei fatica a proporre ai giornali quelle foto scure e particolari". Molto più facile il divo di plastica "usa e getta", tutto colore e vuoto a perdere.
Bruno Marzi