Che Bordello i Gogol alla piccola Woodstock di Villa Arconati

Una piccola Woodstock a Castellazzo di Bollate? Forse più un mini Primo maggio "zumpa zumpa" ma con una musica decisamente migliore. I Gogol Bordello sono una vera icona fricchettona, con la forte carica spettacolare, la musica di chiarissime origini centroeuropee, il fatto che anche se non si guarda il palco, va bene lo stesso. Ecco, questo intendevamo. Difficile contare i presenti sotto il palco. Diciamo quasi tremila, ma poi c'erano tutti quelli "dislocati" nell' ampio parco della villa, con supporto di innocenti droghe d' antàn (quelle che puzzano e fanno venire mal di testa, per intenderci) più qualche centinaio tranquillamente in fila alla cassa del bar, perché pare che i panini e la birra siano buoni. E il buon Eugene Hutz, ucraino trapiantato a New York ma di lungo passaggio anche in Italia, che si danna sul palco fino all' ultima goccia di sudore ed oltre, con i compagni di avventura vecchi e nuovi. Perché i Gogol vanno avanti dal 1993, ma non la fanno pesare. Ecco allora che lo show, come dicevamo diventa multiuso: eccitante, tranquillante, nutriente con retrogusto pic nic. Chi c'era ieri sera me ne darà certamente atto. Poi che Hutz sia un vero "disgraziato" lo dimostra il fatto che, munitosi di una bottiglia di mediocre Merlot da supermercato (abbiamo letto la marca), dopo averci giocato un po' ne ha lanciato il contenuto in direzione del pubblico. Peccato che il "pit" fosse largo dieci metri, e la gittata del vino ben più corta. Ne hanno fatto le spese i fotografi. Io su pantaloni e scarpe, salvando le fotocamere. Ma il mio amico Massimo, di bianco vestito per l' occasione, porterà tutto in lavanderia.