Cher live a Milano Forum Il Gazzettino 1999

Milano
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Cosa vuol dire 'spettacolo in stile hollywoodiano'? Se è sinonimo di proposta pacchiana,  sempliciotta ed artificiosa... certo non si addice al grande show di Cher che abbiamo avuto il piacere di seguire l' altra sera al Forum di Assago, assieme ad oltre 6mila persone che di certo non hanno rimpianto il prezzo del biglietto (fino a 90mila lire nelle prime file). D' altronde, ai quartieri alti di Hollywood (leggi: Oscar per 'Stregata dalla luna', ma anche 'Silkwood', 'Sirene', "Le streghe di Eastick', 'Mask', tra i tanti bei film) la 53enne popstar di origine armena (non si sa dove finisca la chirurgia plastica e inizi invece la buona predisposizione di Madre Natura) è abituata da tempo. Viva Hollywood, allora, se il rispetto per il pubblico, per la propria e altrui arte, il talento e un piacevole retrogusto rock sono al centro di una esperienza piacevole lunga 90 minuti, e preceduta dallo show 'jazzy' della band di Michael Mc Donald, arcinoto fondatore dei Doobie Brothers, e che ha opsitato 'prezzemolina' Giorgia per il brano "On my own".
 Piatto ricchissimo, insomma, e organizzazione di alto livello, anche quella di D'alessandro e Galli, promoter italiani avvezzi al rischio pur di stupire. Per Cher arrivano i 35 anni di carriera, festeggiati con questo tour europeo sfarzoso (grandi costumi, ballerini bravissi e una band di livello assoluto) e con un cd-raccolta, "The greatest hits", uscito ieri e contenente gli immancabili inediti (geniale lo spagnoleggiante ma cantato in italiano 'Dov'è l' amore' di Emilio Estefan marito di Gloria) e tutti ma proprio tutti i suoi grandi successi, da Sonny Bono in poi.
 Lo show di Cher, annunciato come appuntamento mondano immancabile, ha riunito solo amici stretti ed estimatori sinceri: Franco Zeffirelli, con cui ha girato l' ottimo 'Un tè con Mussolini', Eros Ramazzotti e la bellissima Randy Ingerman. Giusta l' idea di abbinare i numerosi cambi d' abito, e di parrucche, alla scenografia. Cher arriva in scena da una botola, al suono di "Still have'nt found" degli U2 (un altro Bono... ). I tre grandi schermi televisivi sottolineano le fasi salienti dello show, e poi lo frammezzano di ricordi: Sonny & Cher e i coloratissimi anni Sessanta, e poi tutti i grandi film interpretati in carriera, sottolineati dagli applausi del pubblico. Cher canta benissimo col solito 'vocione'. I sei ballerini sono perfetti (bello il 'quadro' con look Flower Power e la stessa protagonista negli abiti di trent' anni fa).
 "Molti di voi non erano ancora nati quando cantavo queste canzoni... Non tutti, però, a quanto vedo!", annuncia con ironia. E poi via, con "All or nothing", "Power of love", "We all sleep alone", "I found someone", "Gypsies", "After all", il ricordo di Elvis con "Walking in Memphis", il divertimento di "Shoop shoop", "Dov'è l' amore", il finale di "Turn back time" e il bis con "Believe". Rock con look postatomico, funk in tutina e trasparenze, un po' dance ma anche romantica con le lunghe chiome nere, surreale con i capalli d' oro, sempre simpaticissima. La vera Cher? Solo un' artista.
Bruno Marzi