Con Victor Gyozo Kulcsar mi lascia una leggenda dello sport e un amico

"Allora ragazzi oggi maestro ha molta sete. Tiriamo a una stoccata e chi perde paga birrettina... ". Lui aveva quasi cinquant'anni, e dall' altra parte c'era il meglio della Nazionale italiana e, semel in anno, modestamente il sottoscritto. Poi alla fine la birrettina solitamente la pagava Randazzo o uno della Nazionale, e a noi la condonava. E' la prima cosa che mi viene in mente - stupidamente, lo ammetto - nel ricordo di quello che viene considerato il più grande spadista dell' Era moderna della scherma. Campione olimpionico, mondiale: più volte! Victor Gyozo Kulcsar è mancato nella sua Ungheria (magari nella sua dacia sul lago Balaton, spero) alla giovane età di 77 anni. Per me è' stato il mio ultimo Maestro alla Pro Vercelli, prima di trasferire l' attività schermistica nella più comoda, per il mio lavoro, Milano. Senza considerare il Maestro Visconti, il leggendario Visconti di Vercelli, che mi mise "in guardia" da bambino, la morte di Victor (sorry, ma per tutti Gyozo era troppo... ) è il secondo lutto che affronto nell' ambiente, dopo l' addio a Oleg Pouzanov, che mi ha tenuto lezione alla Società del Giardino con e dopo Gianni Muzio, riuscendo a farmi arrivare in Coppa del Mondo a 44 anni suonati e fino a 46, tra un concerto e l' altro, un' intervista e l' altra. Sembrano storie private, e certamente lo sono, ma il valore universale di una vita per lo sport, la correttezza e certi stimoli che sembrano persi mi fa soffrire. Anche se sapevo da tempo che il Grand'Uomo non stava bene. Kulcsar, a lungo appunto in Italia, era già leggendario anche nell' Ungheria "anomala" del socialismo reale. Alla fine ha raggiunto anche i massimi livelli dirigenziali, e solo due anni fa a Rio ha portato una sua allieva alla medaglia d' oro individuale di spada, proprio contro un' italiana, che tra l' altro stava vincendo. E io a dire a mia moglie, mentre la tv lo inquadrava durante una pausa: "Vedi, adesso le dice, con voce calma: "Non ti preoccupare, non è successo niente. Lei deve mettere ancora due botte e tu qualcuna in più. Comincia con una, con attenzione, e poi un' altra. E lei è ancora lì con quelle due da mettere... "". Persona di cultura, esempio di umanità e di universalità dell' appartenere a questo Pianeta grazie anche allo sport, ho scelto di ricordarlo con una foto di vittoria (vicino a lui l' italiano Saccaro) trovata online, quando era molto giovane. Perché come dice il Maestrone, "gli eroi son sempre giovani e belli".