Convegno 'La Musica non è rumore" Il Gazzettino 2000

Milano
NOSTRO SERVIZIO
Continua la "guerra dei decibel". Da una parte i Comuni, le Asl e gli Enti di tutela della salute pubblica, dall' altra il variegato panorama del mondo della musica. Al centro la famigerata 447, la "legge quadro sull' inquinamento acustico", e il suo secondo emendamento. Il musicista Mauro Pagani propone provocatoriamente uno "sciopero dei musicisti", dopo che, grazie alla musica registrata delle discoteche, "... Dagli anni Settanta in poi si è arrivati all' 80 per cento dei musicisti disoccupati oggi". Alza il tono Massimo Gramigni, presidente di "Assomusica", che riunisce la stragrande maggioranza dei manager e promoter di spettacoli musicali, parlando di "mancanza di certezze nell' applicazione della normativa, con grande discrezionalità dei Sindaci nel dare e nel togliere".
 Come dire che, se arrivano gli "uomini con i microfoni a palla", gli incaricati per la misurazione dell' intensità sonora "a facciata", cioè a livello dei muri delle case, è alla fine il Sindaco a decidere se il concerto in piazza si fa o no. E' ovvio che una località turistica sarà più tollerante di un piccolo centro urbano. Dall' altra parte della barricata, il responsabile dell' Agenzia regionale per la Protezione dell' Ambiente dell' Emilia Romagna Mauro Confetti usa toni concilianti: "Bisogna arrivare a stabilire un protocollo valido per tutti e su tutto il territorio nazionale, per impedire abusi e valutazioni soggettive dei Sindaci nel vietare spettacoli o accordare deroghe". E fa gli esempi di Reggio Emilia per i concerti di Vasco Rossi e degli U2. Tanta confusione e tanta carne al fuoco.
 Di questo e altro si è parlato nel corso del convegno "La musica non è rumore", che "Assomusica" ha voluto a Milano, nel palazzo della centrale boblioteca "Sormani", per discutere con tecnici e politici della famigerata "Legge dei 105 decibel" (che prossimamente scenderanno a 103... ), ovvero della misurazione del rumore/musica nei luoghi deputati all' intrattenimento: non solo discoteche e concerti al chiuso ma anche manifestazioni all' aperto e sagre di paese. In soldoni, su tutto il territorio nazionale fioccano le multe ai gestori dei locali ("Ho due denucne penali  e una condanna per Vasco Rossi a San Siro nel '97", spiega turbato e deluso il milanese Maurizio Salvadori della Trident), provocando enormi problemi all' industria del divertimento che non sa più a che santo votarsi.
 "Ogni volta viene usato un criterio diverso - spiegano i gestori dei locali - e un conto è misurare il suono per un minuto sotto le casse dell' amplificazione della pista da ballo, ed un altro, come dicono molti esperti, è fare una media sull' arco di un' ora tra pista e zone di riposo acustico, cioè bar, salette laterali e quant' altro". I gestori giurano di avere investito cifre considerevoli in questo senso, ma di non avere certezze in merito, nemmeno utilizzando i famosi "limitatori", che dovrebbero frenare l' overdose di decibel sulle orecchie del pubblico.
 Tutti hanno ragione e la salute dei cittadini è sacra, insomma, ma nessuno interpella veramente il pubblico. Dice Claudio Trotta della "Barley Arts": "A me non piacciono i Prodigy, ma il problema è che l' Industria della musica ha educato i ragazzi ad aprezzarli. Per assurdo, ho avuto una multa per il suono troppo forte di John Mayall, un tranquillo signore che fa blues, e non per i Chemical Brothers, che non accettavano limitazioni nei volumi". Tiepido Corrado Clini, direttore generale del Ministero dell' Ambiente: "La Legge è perfettibile. Dobbiamo trovare criteri uniformi".
 Intransigente Ottavio isola, del Comune di Milano: "La nostra è una citta fragile acusticamente. Noi applichiamo la Legge che c'è...". Più duro Gramigni: "Questo oscurantismo nei confronti di tutta la musica, che è arte e non rumore, avviene nel momento in cui il Governo ha eliminato l' "imposta sullo spettacolo", invitando altresì i gestori dei piccoli locali a fare il 50 per cento di musica dal vivo, per ottenere ulteriori sgravi. A chi dare retta?".
Bruno Marzi

Nella foto il controllo dei decibel (un po' da fan) al concerto di Vasco Rossi a San Siro nel 2007