Cristiano De Andrè live Milano Smeraldo Il Gazzettino 2001

Milano
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Esame superato, e a pieni voti. Cristiano De André ha stregato la platea del teatro Smeraldo con un concerto intenso, ricco sia musicalmente sia per contenuti poetici. Al terzo album, "Scaramante", il primo dalla morte del padre Fabrizio, Cristiano ha definitivamente "sdoganato" un repertorio tutto suo, con buon successo di vendite e un più che confortante, di questi tempi, consenso del pubblico ai concerti. Il Primo maggio sarà a Pordenone in piazza Cavour. Vale la pena esserci, anche perchè non manca il ricordo musicale di papà Fabrizio in maniera commovente.
 L' altra sera a Milano c'erano tutti, parenti e amici. proviamo ad elencarli. Dori Ghezzi con Luvi, tutti i quattro figli di Cristiano, a partire dalla piccola Alice emozionatissima per "Sei arrivata"; Fabio Fazio (è stato in odore di direzione di rete in Rai) con la moglie Gioia, Claudio Bisio, Antonio Ricci, Forattini e signora, Nanda Pivano, Cusani, i musicisti Baccini ("Probabile un duo con Cristiano al festival di Recanati", ci dice) Mussida, Paolo Jannacci, Maurizio Lauzi e Vincenzo Zitello. E tutto lo "staff" del "Premio Tenco".
 Molto emozionato, Cristiano ha eseguito "in apnea" ma benissimo i primi tre brani: "Buona speranza", "Le 40 carte" e "Lady barcollando", tratte dal recente album. Poi è stato un fiume di parole, a volte anche spiritoso: "Quello di stasera è il terzo concerto; il quarto contando il "concerto zero" di Osimo, dove siamo stati venti giorni per le prove. Il "concerto zero" è come tutti gli altri, solo che non ti pagano. Per un genovese è dura... ". Poi ha ringraziato gli amici presenti in sala: "Rischierei una figuraccia citandoli male, così per tutti saluto Gino Strada di Emergency". Interminabile l' applauso.
 Scontato quanto gratificante notare che Cristiano ha assunto in scena gli atteggiamenti tipici del padre, con cui aveva condiviso il palco sino alla fine. Seduto al centro della scena, circondato da chitarre, violino e bouzuki, manca solo il leggìo a cui Fabrizio affidava la sua scarsa attitudine alla memoria dei testi più recenti. Bravi i musicisti: Roberto Melone al basso, Giovanni Imparato alle percussioni, Mario Ponzi alla batteria, Carlo Giardina alle tastiere e Rocco Zifanelli alla chitarra. "Fragile scusa", forse la ballata più bella di "Scaramante", precede "Sapevo il credo", in cui il canto delle mondine "Meglio sarebbe", citato a proposito, si confonde con il ricordo di "Se tu sapessi" di Endrigo.
 "La diligenza" ("Nella canzone immagino che il protagonista del "Miglio verde" non venga giustiziato e fugga su questo torpedone sudamericano coloratissimo") annuncia "Antica canzone" e la nota "Sei arrivata", molto più efficace se eseguita con l' intera band. Cristiano, entrando e uscendo dagli arrangiamenti con il gruppo, si ritaglia anche uno spazio per voce e chitarra con "Sempre Anà", "Il silenzio e la luce" e "Nel bene e nel male"; brani in cui dimostra a pieno capacità strumentistica e interpretativa.
 Il trittico dedicato a Fabrizio è da brivido: "Creuza de Ma'", "Megùn Megùn" e "Il pescatore" con l' ormai classico arrangiamento Mussida/Pagani della Pfm e lo stesso Cristiano a suonare il violino. "Nel grande spazio" è una cover di Tom Petty, ed è l' unico momento rock-elettrico del concerto. "Natale occidentale" chiude lo show. I bis sono chiesti a gran voce dal pubblico in piedi, "Invincibili" e "Notti di Genova" però non bastano. Dopo un po' i musicisti tornano in scena per ripetere un paio di brani, e poi salutare definitivamente tutti dopo più di due ore. Successo meritato.
Bruno Marzi