Dario Fochi licenziato da Beppe Grillo intervista Stop 2003

Milano, agosto.
Come geniale comico, fustigatore di costumi, fine provocatore, Beppe Grillo è sicuramente il Numero uno. Come datore di lavoro, a quanto pare, un po' meno. Il prossimo 26 settembre il popolare comico, assieme al suo manager Aldo Marangoni, dovrà presentarsi davanti al Giudice del Lavoro del Tribunale di Genova. Motivo: il repentino e, a detta dell' interessato, immotivato licenziamento di Dario Fochi, suo principale collaboratore durante le tournée. Una causa di lavoro come tante, e non sta a noi dire chi abbia torto o ragione, se non fosse che i due protagonisti della vicenda sono entrambi noti personaggi dello Spettacolo.
 Perché anche Dario Fochi, difeso dell' avvocato Claudio Lalli, è un artista, anzi un eccellente cantante rock con un passato prestigioso assieme agli Sharks, in gara tra i "giovani" del Festival di Sanremo nell' 89 con "Tentazioni" e poi in tour negli stadi assieme a Vasco Rossi. Proprio da questa vicenda, e poi anche a seguito della fine di una lunga storia d' amore, Dario ha tratto ispirazione per scrivere nuove canzoni, che ovviamente saranno comprese in un cd. Una di queste poi, in uscita nei negozi ma già molto trasmessa  nelle radio private (<Però non nei grandi network - ci spiega - perché temono reazioni negative>) si intitola "Il grillo bugiardo", e sembrerebbe scritta apposta, quasi una dedica "arrabbiata" di Dario nei confronti dell' ex amico. L' interessato però nega decisamente.
<La canzone è nata prima che questa vicenda prendesse la strada del tribunale. Mi sono ispirato a "Pinocchio", che in questo periodo sta tornando molto di attualità. I grilli bugiardi sono tutti quei personaggi pubblici che promettono certe cose e poi ne fanno altre. Ognuno di noi può pensare a qualcuno in particolare>.
La cosa però le ha creato dei problemi.
<Sì, perché le grosse radio, appunto, temono che la canzone venga interpretata come un' accusa a Grillo. E' una strana coincidenza, lo so. Ma è solo una coincidenza>.
Cosa ci può dire di questa vicenda giudiziaria?
<Ho lavorato con Beppe per otto anni. Il mio ultimo cd "Dario Fochi e i Rio", è del '94. Feci anche "Sanremo rock", e, sempre nel '94, vinsi "Rock targato Italia" con "Non ne posso più". Poi mi sono ritrovato un po' amareggiato perché il successo non arrivava, e comunque avevo bisogno di lavorare. Ho iniziato facendogli da autista, e poi poco alla volta sono diventato una specie di factotum. Eravamo sempre assieme, come si vede dalla foto scattata sul traghetto per la Sicilia e Taormina, nel '98. Credevo che fossimo veri amici... >.
 E poi cosa è successo?
<Un giorno, per la precisione il 16 giugno 2002 a Sesto Fiorentino, mi ha preso di petto, insultato, licenziato verbalmente, mandato via>.
 Questa ovviamente è la sua versione, e la accettiamo in mancanza di quella della controparte.
<E' giusto. Se Beppe ne ha una diversa la dirà al Giudice. C'è già stata una prima udienza. Loro non si sono presentati, e l' avvocato di parte ha fatto una proposta economica che io non ho accettato. Così adesso hanno l' obbligo di essere presenti alla prossima udienza>.
Chi l' ha aiutata nel momento di crisi?
<Ovviamente i miei genitori, e poi gli esperti del Sindacato di Carrara, città dove abito>.
Non era proprio possibile una riconciliazione?
<Non so cosa dire... Se lui mi avesse chiamato subito dopo, se mi avesse in qualche modo chiesto scusa, io avrei capito. Un momento di tensione, uno sfogo, specialmente in un mestiere stressante come quello dell' artista, può essere anche compreso, specialmente se a farlo è un vero amico. Ma non è andata così>.
A parte Grillo, questa storia le ha dato una nuova "sferzata" creativa, a quanto pare.
<E' vero. Ho deciso di rimettermi in gioco come artista. Ho un nuovo gruppo, quaranta canzoni tra le quali scegliere quelle da mettere nel nuovo album, e un tour che partirà in autunno. Sono ancora molti quelli che si ricordano di me, sia con gli Sharks sia come solista. I giovani hanno una grande voglia di rock, e io non aspetto altro!>.
Bruno Marzi

nota: Dario Fochi, risentito per caso anni dopo, mi riferì di aver vinto in tribunale. La foto, del suo archivio, lo ritrae con Grillo nel '98 in SIcilia