David Bowie recensione "hours..." Il Gazzettino 1999

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Cosa succederà dall' incontro tra il Duca Bianco e il Molleggiato? David Bowie, fresco del nuovo album "hours... ", il 21 ottobre sarà ospite di "Francamente me ne infischio", il programma dal vivo che Celentano inizierà la prossima settimana su Raidue. Canterà il singolo "Thursday's child", il cui "dietro le quinte", unitamente a una intervista esclusiva, andrà in onda a "Rapido", il 9 ottobre alle 15.30 su Italia Uno. In  più si è ulteriormente rafforzato il "Bowie Network" (il musicista inglese è anche provider) ottimizzando le varie attività nel sito "davidbowie.com" (contiene "bowieart", la d' arte virtuale), reperibile anche presso il sito della Casa discografica "virginitaly.it". Sempre "quotato" alla borsa di New York, le sue opere d' arte, quadri e sculture, risultano quotatissime.
 E ancora. Presso gli Abbey Road Studios di Londra sono stati rimasterizzati in digitale i vecchi album, mentre è in arrivo un gioco Playstation, intitolato "Omicron Nomad Soul", che vede protagonisti Bowie e la moglie Iman. Il 52enne musicista londinese ha ripreso a pieno ritmo anche l' attività live. Bowie terrà alcuni minishow negli Stati Uniti, tra ottobre e novembre, per rodare la band in vista del grande "evento" in Nuova Zelanda, dove terrà quello che, fusi orari e cabalismi permettendo, dovrebbe essere il primo grande concerto del Duemila.
 "hours... ", registrato alle Bermuda, scritto e prodotto con il chitarrista Reeves Gabrels, è il 23esimo disco in 32 anni di carriera e si sviluppa come un viaggio introspettivo legato al passare del tempo e delle cose, tra Dorian Gray e la negazione della "lifting generation". Sono dieci canzoni, una strumentale, semplici e intense allo stesso tempo, dove il linguaggio del rock si alterna a quello della ballata, con una limpidezza grammaticale che da anni egli stesso rifiutava, alla ricerca di una "nuova musica" mai trovata. Bowie, insomma, fa la pace con il suo passato, e ripropone ballate alla Ziggy Stardust, brani di ampio respiro alla "Heroes" e rock alla Tim Machine riveduti e corretti. Un album ispirato, insomma, a partire dalla bella copertina bianca, in cui un David angelo "giovane" consola il Bowie "vecchio". La posa ricorda molto la "Pietà" di Michelangelo.
 La melodrammatica "Thursday child" ben rappresenta l' intero cd: suoni precisi, il vecchio Polymoog e la chitarra a condurre la danza, la voce di Bowie quanto mai suggestiva. "Something in the air" è forse la "Heroes" del Duemila, mentre l' anima iconoclasta di Ziggy fa capolino da "Survive", ballata struggente. I testi sono completamente autobiografici, vagamente nostalgici, decisamente indovinati. "If I'm dreaming my life" è ancora "berlinese", molto anni Ottanta, tutto chitarre tremolo e riverbero con "fuga" rock. "Seven" è ancora una ballata sui sentimenti legati alle scelte di vita degli anni Sessanta, mentre "What's relly happening?" è forse il brano meno nobile dell' album, velato di "pop" alla Small Faces. "The pretty things are going to hell" ha suoni "di tendenza" alla Red Hot Chili Peppers, mentre "New angels of promise" ricorda "China girl". "Brilliant adventure" è un divertissement di bouzuki. "The dreamers", ancora sonorità antiche, chiude dolcemente un disco indovinato, e che piacerà ai fan più ortodossi.
Bruno Marzi

nella foto: Bowie in concerto all' Alcatraz di Milano pochi mesi dopo. fa parte della mostra "Immagini di Musica"