Editoriale Cinquantadue E sono centomila le Tesla Model 3 prodotte in Usa

Poche ore fa Bloomberg, da sempre in diaspora con Elon Musk e il suo ottimismo, ha certificato che la Tesla Model 3 ha superato i centomila esemplari prodotti, a fronte comunque di una richiesta e prenotazione di circa mezzo milione di vetture. Con questo risultato, Tesla ha complessivamente superato nelle vendite Usa di alta fascia il colosso tedesco Mercedes ed è ad una incollatura da Bmw. La "scommessa" di Musk insomma ha fatto il primo tagliando, e solo pochi giorni fa era stata insignita dall' apposito Ente americano, delle cinque stelle su tutti i crash test, cioè il massimo. E' stata dichiarata "l'auto più sicura al Mondo per la protezione dei passeggeri". Ora, finalmente questa auto che rivoluzionerà i nostri criteri di affidabilità e autonomia - per non parlare delle prestazioni da supercar - arriverà in Europa a metà del prossimo anno. In Usa sta per iniziare la produzione del modello "base" da 35mila dollari (circa 30mila euro al cambio fluttuante) che molti, come me, hanno prenotato sulla fiducia. In Norvegia sono a 30mila prenotazioni e da noi a quasi 3mila. Ma in Norvegia lo Stato favorisce l' elettrico tagliando circa la metà dei costi di listino con varie agevolazioni (Model S e X a go-go) quindi è presumibile che la vettura base possa costare l' equivalente di poco più di 20mila euro. E da noi? Il prezzo non è stato ancora fissato. I giornali specializzati parlano di quasi 50mila euro per un modello accessoriato il minimo. Il Contratto di Governo prevede questi sgravi sull' Elettrico (dazi, Iva e sconto all' acquisto. In Germania e Francia si va dai 6mila ai 9mila euro) ma non è ancora nero su bianco, mentre per esempio Enel si sta già pesantemente muovendo sulle "colonnine" di ricarica. E proprio in questi giorni il gasolio "schizza" alla pompa. Mi viene in mente la barzelletta di Walter Chiari sulle preghiere del ricco e del povero alle prese con una cambiale. Alla fine "perché il Signore ha altro a cui pensare" il ricco con la cambiale da dieci milioni (altri tempi… ) dà le 10mila lire al povero per la sua. Ecco, tra un "reddito", una "flat tax" e la "quota cento" magari sarebbe il caso di dare subito i soldi per la cambialina…