Editoriale Quarantatrè Dirty Old Soul e la Festa della Musica dal volto umano

Lo spirito da ludoteca di massa che ormai da tempo pervade la nostra Società ci indirizza sempre di più a pensare in grande, addirittura oltre la nostra oggettiva capacità di comprensione, per poi realizzare in piccolo. Un selfie allo stadio vicino al grande palco, il rito collettivo dei telefonini che registrano non si sa che cosa per l' "io c'ero" che in realtà è un piccolo "like" al nostro senso di appartenenza. E via dicendo. Non a caso il "Giorno della Musica", il 21 giugno che si celebra già da anni, non trova spazio tra i festival rock, i concertoni e concertini più o meno imposti dai mass media. Insomma, non vive di luce propria nelle grandi città. I comuni più piccoli, con sempre meno soldi per la cultura, e spesso spesi malissimo, hanno le loro giornate di gloria proprio grazie ai fondi, anche comunitari, disponibili in queste circostanze. Piccole cifre, s'intende, che però permettono di fare qualcosa che vada incontro alla voglia di musica socializzante delle persone. Guardiamo nel nostro cortile - in questo caso a Vercelli - e troviamo un' ottima band di bravi musicisti, i Dirty Old Soul, che suonano nelle bella Piazza Cavour. Loro sono in undici, con una sezione di cinque "fiati" e due cantanti. E il genere è proprio quello: soul e r&b degli anni Sessanta e Settanta. Musicisti professionisti? Alcuni. Altri comunque insegnano (anche musica) o svolgono altre attività che alla fine sintetizzano nel senso di comunità tipico della Provincia italiana. Sono bravi e richiesti ma... non vanno in tournée perché non riescono a far coincidere le ferie di tutti dal lavoro; ma, appunto, ci stanno lavorando... Succede che la grande piazza si anima nella fresca serata, e anche le zanzare danno un po' di tregua. E la gente non si muove per un'ora e mezza, e i bis si accavallano fino all' orario imposto dalle Autorità, e oltre. C'è gente in prossimità del palco, sulle panchine, sotto le volte dei portici, e tantissime nei bar che si affacciano. Tante. E sono solo applausi e divertimento. Gratis, tra l' altro. Intendiamoci: spesso queste feste sono solo vetrine per questo o quel politico locale, per piccole e meno piccole ingenue clientele. In Provincia spesso capita che arte e presunta arte si mescolino senza soluzione di continuità. Ma questa sera è andata bene. Senza biglietti esosi, senza parcheggi e code tra Forze dell' ordine e metal detector. Solo un po' di musica che gira intorno.
Ad ulteriore ringraziamento, in Galleria Foto 82 (sì. ottantadue) immagini della serata.