Editoriale Trentacinque Dove vai se il vinile non ce l'hai?

 Oggi 21 aprile apre a Roma un nuovo negozio di dischi. Di per sé, trattasi di atto eroico; ancora di più perché al centro del business ci sarebbe il caro, vecchio vinile, che come i più attenti sanno, sta vivendo una vera e propria seconda giovinezza. Il negozio si chiama "Vinyl Room" ed è gestito da Federico e Marco, aka I Figli di De Gregori. Di Francesco, per essere ancora più chiari. Non so se tramite scrittura privata il noto Genitore abbia chiesto che una buona parte dei vinili in vendita siano i suoi, oppure il contrario. Fatto sta che la decisione dei due ragazzi (devo ricostruire l' età perché non li ho mai conosciuti) è certamente meritoria, così come ineluttabile la loro dichiarazione:"Per ovvi motivi di famiglia abbiamo sempre abitato fra dischi e chitarre fin da bambini. Questo negozio è la conseguenza inevitabile di un amore per la musica che non si è mai interrotto e che vorremmo condividere col pubblico più attento alla qualità del suono e alle proposte di mercato meno scontate". Tradotto: negozio un po' fighetto per un pubblico curioso. E va bene. Meno condivisibile che  i Due abbiano partorito anche una sezione fotografica, la "Highlits Shots", dove vendono immagini "di repertorio" in bianco e nero. "Scatti inediti" di grandi artisti italiani e stranieri. Decidersi: di repertorio o inediti.. Forse penso alla mia, di mostra a Verbania, che è tutta gioiosamente a colori, anche se scende fino al 1977. Penso anche a quanto facciano pagare le foto (certe richieste in giro sono vergognose e presuntuose) per la loro presunta rarità. Non è che sono solo vecchie? Vorrei tanto che i Due vendessero anche - non le mie - le immagini di alcuni bravissimi colleghi, milanesi o romani non importa, che ogni sera da molto tempo documentano con la loro arte il sentimento della musica, e che i management così come i giornali, questi ultimi troppo abituati a ricevere immagini gratis dai primi, non trattano benissimo. E se poi le foto sono a colori, pazienza. Le smacchieremo.