Editoriale Trentuno Elettricità, spalanca le tue braccia

 

Stamattina, su Radiouno Rai, ho ascoltato un dibattito sulla mobilità elettrica. L’ironia sta nel fatto che avevo appena riempito il serbatoio di gasolio: settantasette euro per fare meno di 900 chilometri. E il prezzo è il più “calmierato” della zona. Trattasi di attività promozionale, comme d’habitude, dei grandi centri commerciali che così addolciscono il salasso del carrello selvaggio. Aggiungo che ho una Euro 6 e quindi appartengo ai “buoni”, per quello che vale. Insomma, dalla radio avrei voluto sentire parole nuove (“ma piove, piove” dopo funzionava fino a ieri notte… ) e invece, sempre comme d’ habitude, i due pareri opposti a confronto non si distanziavano più di tanto. Tautologica poi è la scusa per il dibattito. Domenica a Roma si corre un Gran Premio di Formula E, su un circuito ricavato all’ Eur. Un business con auto tutte uguali e la necessità di sostituirle a metà gara perché si “scaricano”. Bastava chiedere a Tesla per le batterie. A proposito, il tizio “cattivo” (mi scuso ma sono entrato a metà dibattito) parlava di “scarsa autonomia dei mezzi che spaventa gli automobilisti; auto buone solo per un giretto in città e con utilitarie che costano come berline medio-alte”. Il “buono” precisava che ”le colonnine sono in aumento e anche le moto ormai sono elettriche e non fanno tutto quel rumore che era superiore anche a quello delle auto”. Ripeto: ho sentito solo metà. Magari prima ha detto cose essenziali. Le cose essenziali però sono ben altre. In Italia, ultimo Paese in Europa, non ci sono incentivi per l’ acquisto di auto elettriche, mentre per esempio in Norvegia si arriva a risparmiare anche il cinquanta per cento del prezzo. Anche la Germania aiuta molto, in Cina c’è una vera e propria corsa all’ elettrico e gli stessi Stati Uniti hanno una campagna di incentivazione che, con minime differenza tra Stati, fa risparmiare circa novemila dollari all’ acquisto. In Italia solo Il Trentino Alto Adige mette duemila euro e ne fa mettere altri duemila alle aziende. In Lombardia, dove vivo, “H24” ci ha fatto risparmiare solo sul bollo, ma non per sempre, e obtorto collo l’ ingresso gratuito in Ztl e i parcheggi. Ma ci stanno ripensando. Quello nuovo dalla faccia triste, mah… Facciamo allora un esempio pratico. In Usa (anche se adesso il primo modello in produzione è più costoso di novemila dollari, con batteria fino a oltre 500 chilometri e altre esclusive) la Tesla Model 3, macchina che sta vincendo tutti i premi sia nell’ elettrico sia nell’ assoluto, costa trentacinquemila (35.000) dollari, che al cambio di oggi, 13 aprile 2018, fanno ventottomilaquattrocentoventotto (28.428) euro. In più, ci sono i famosi novemila dollari in meno, se sei tra i primi duecentomila acquirenti di auto elettrica nel corso dell’ anno solare, ovvero ventiseimila (26.000) dollari, ovvero ventunomilacentoventi (21.120) euro. Questo lo stato dell’ arte. Quanto costerà in Italia, presumibilmente, quella Tesla fantastica da trentacinquemila dollari? Nella migliore delle ipotesi, sic stantis rebus, attorno ai quarantamila euro o poco più. E va bene così, anzi no, perché l’italiano medio, con qualche ragione di cui sopra, pensa che l’ elettrico efficiente sia roba da ricchi (oltre alle Testa S e X adesso arrivano Porche e Mercedes) e, non essendosi mai seduto su una di queste auto che vanno da zero a cento in un lampo, ragiona ancora in termini di carburatore a doppio corpo tra le gambe. Io la Tesla Model 3 l’ho prenotata due anni fa, il 31 marzo, e spero vivamente che sia ancora in ritardo di produzione (Musk ha i suoi tempi) così magari succede “qualcosa di meraviglioso” (scusate se cito film di fantascienza, ma siamo lì). E dire che non abbiamo nemmeno più un’azienda automobilistica nazionale vera, non abbiamo petrolio ma gas naturale (mia moglie ha una splendida utilitaria coreana che fa il pieno di gas con dodici euro) e non abbiamo nemmeno soldi da buttare via, perché il lavoro è una merda, eccetera. Perché allora (Gori in Lombardia lo avrebbe fatto) non chiediamo ai politici di fare cose semplici come togliere dazi, iva al 22, e metterci qualche soldino? E poi non si preoccupino per la ricarica, che se non troviamo le colonnine ci facciamo un bel pannello solare. O cinese o di Tesla.

Ps. Mi scuso per il titolo. La rima con “Eternità” non ci starebbe, però…