Editoriale Ventinove Patty Pravo e le Convenzioni (o i compleanni)

 

Il 9 marzo Patty Pravo compie 70 anni. Il dubbio è se li compia solo Nicoletta Strambelli o anche il suo alter ego. Oppure entrambe. Chi mi conosce sa che sono legato all' artista e alla sodale da sincera amicizia e frequentazione. Ho vissuto a casa sua in via del Seminario a Roma (adesso c'è un Bed & Breakfast) per quasi un anno, nel 77/78. E' stato il periodo di "Pensiero Stupendo", il suo più grande successo commerciale, dei capelli rossi (il suo colore naturale) di Stryx e di mille altre avventure. Un' esperienza professionale e umana difficile da descrivere. Le sarò sempre amico e farò sempre il tifo per lei.

Di seguito vi porgo un' intervista per il settimanale Di Tutto alla viglilia del suo sessantesimo compleanno.

Di Bruno Marzi

Milano – novembre.2007

Simpatica, anticonformista, trasgressiva anche nella maniera di rispondere “normalmente” alle domande che Di Tutto le ha posto. Patty Pravo, insomma. Atteso per lo scorso mese di settembre, la scorsa settimana è arrivato nei negozi italiani e francesi l' "oggetto misterioso". "Pour Toi - Spero che ti piaccia", è l' atteso album che Patty Pravo ha dedicato a Dalida (Jolanda Christina Gigliotti) reinterpretando in francese nove brani tratti dal repertorio della grande cantante d' Oltralpe, nata in Egitto nel 1933 e morta a Parigi nel 1987 per una overdose di barbiturici, portando a buon fine l' ennesimo tentativo di suicidio.

Prodotto dall' etichetta parigina Kyrone Gp Music (distribuito Deltadischi) il disco è stato registrato tra la Normandia, nello studio del regista Luc Besson, e Milano.

Le due artiste - Patty è molto più giovane - si conoscevano, frequentando le stesse manifestazioni canore. La prima all' apice della carriera e già segnata dalla tragica morte di Luigi Tenco, suo compagno di allora; la seconda, giovanissima, in piena parabola di ascesa per notorietà e carisma. Patty (Nicoletta Strambelli, 59 anni) aveva già "incontrato" il repertorio di Dalida cantando in italiano "Avec le temps" di Leo Ferré. La canzone è riproposta nel disco col titolo e nella versione italiana di "Col tempo".

Tutto il resto è cantato in francese, alcune frasi addirittura in arabo, come nel caso della celeberrima "Guaglione" (di Nisa e Faniculli, resa celebre da Aurelio Fierro nel '56 al Festival di Napoli. In francese italianizzato diventata "Bambino") dove la veneziana Patty si cimenta anche con il napoletano.

Anche se lei odia i compleanni, e i festeggiamenti di rito, è un fatto che Patty Pravo, peraltro in gran forma, stia per toccare la cifra tonda dei 60, che cadrà il prossimo 9 aprile 2008. Oltre alla nota biografia scritta con Massimo Cotto, dove vengono affrontati anche i momenti più scabrosi (come l’ ingiusta e fortunatamente brevissima detenzione, molti anni fa, per un presunto uso di hashish, ma anche gli amori, i Grandi della Terra incontrati, i momenti felici dell’ infanzia, sulle ginocchia del Cardinale di Venezia Angelo Roncalli, poi papa Giovanni XXIII... ) uscirà fra pochi mesi un ricchissimo libro fotografico per la Rizzoli Illustrati.

Per chi vuole rivivere i momenti televisivi migliori di Patty Pravo, ecco il dvd/cd di Raitrade/Sony-Bmg appena pubblicato, con il meglio del repertorio della Strambelli sia dal punto di vista delle canzoni sia da quello delle immagini, con le mitiche apparizioni degli anni Sessanta/Settanta alle varie Canzonissime, i tre brani tratti da "Stryx" di Enzo Trapani (1978 a colori) con tanto di parata sabbatica e Patty a seno nudo, e tante altre curiosità, come una "Pensiero stupendo" cantata con i capelli corti e rossi, cioé il colore naturale dell' artista veneziana.

Nicoletta, è un periodo in cui c'è un grande fermento attorno a te: dischi, libri, interviste televisive. Sarà che sei rimasta ancora l' unico, vero personaggio della musica italiana?

"Non sta a me dirlo, comunque sia il libro, che il dvd e il disco sono ottimi prodotti, e diversi, dove ho potuto esprimermi liberamente e con piacere".

Vedi qualche "giovane promessa" nel campo dell' arte italiana, musica in particolare ma non solo, che ti assomigli?

"Non vedo nessuno che mi assomigli, ma questo è un bene, nessuno deve essere né può essere come un altro. Talenti non ne vedo, ma sono fiduciosa".

Come mai hai deciso di scrivere con Massimo Cotto un’ autobiografia, visto che non ti sono mai piaciute le celebrazioni?

"Non penso che scrivere un libro sia celebrarsi. Mi è stato proposto e ho pensato che non era male raccontarsi un po’. Ai miei live, come sai ci sono anche moltissimi giovani, a loro magari manca qualche informazione su di me; conoscono la musica ma non conoscono come sono nati molti brani, non conoscono le mie lotte, le conquiste, il rifiuto dei compromessi. Poi mi piaceva fissare alcuni concetti che ho chiamato "pensieri di passaggio" su alcuni temi importanti della vita. Qui mi ha fatto piacere dire come la penso sulla politica, sull\'informazione, sull' etica, sulla vecchiaia e altro. Comunque non pensare che mi sia svelata completamente, quando lo farò, e forse non accadrà mai, il mio libro lo scriverò da sola".

A proposito, anche il prossimo 9 aprile sarà un giorno come gli altri?

"Sì, sarà un giorno come gli altri, pensa che già da molti mesi dico di avere sessant'anni per arrotondare e per abituarmi ... ".

In che cosa ti senti trasgressiva, oggi? Nella maniera di vivere? Di pensare? Di amare?

"Nella normalità... ".

Come è nata l' idea dell' omaggio a Dalida?

"Tu sai che io non amo cantare le canzoni di altri, perché ritengo che chi le ha cantate per prima abbia fatto sicuramente meglio. In questo caso mi è stato proposto di cantare non solo in francese ma anche in arabo e di farlo per la Francia. Cantare in lingue diverse mio piace e l\'ho sempre fatto, anche in cinese. Poi ascoltando i brani di Dalida ho trovato delle canzoni che potevo personalizzare sia negli arrangiamenti che nel modo di proporle. E infatti ho chiamato il disco "Spero che ti piaccia ... " perché completamente diverso. Credo di aver fatto un disco senza tempo, che possa essere ascoltato oggi come tra dieci anni".

Cosa ti piaceva in lei e cosa non sopportavi?

"Dalida l'ho conosciuta come una persona piacevole, con delle problematiche, ma chi non le ha? Non c' era niente che non mi piaceva di lei. Se non fosse stata una grande artista non sarebbe dopo vent'anni ancora un mito".

A proposito, è vero che avresti voluto modificare ancora il cd, cambiare arrangiamenti e aggiungere canzoni?

"Sono state dette molte cose su questo disco, e molte non vere. Quello che c'è di vero, è che il produttore si è permesso di uscire con una copertina non autorizzata, bruttissima, graficamente elementare, e soprattutto senza aver scritto i testi in arabo. Ci sono quelli in francese, e in italiano, perché non scrivere quelli in arabo? Mi sento profondamente a disagio per questa cosa e quindi sto provvedendo ad una seconda ristampa, con copertina e libretto degni del prodotto".

In questo periodo Patty è richiestissima dalla televisione: Fabio Fazio, “Very Victoria” Cabello e, domenica 25, Simona Ventura per “Quelli che... “. Malgrado la sua professione di modestia, la sua presenza in tv è sempre carismatica e, come si dice, “buca il video”.

Ma è proprio così simpatica Vittoria Cabello?

"La Cabello è simpaticissima, intelligente e anche molto preparata. Ed è brava anche Marisa. Mi sono divertita molto".

Nel dvd Raitrade Sony-Bmg ci sono momenti esaltanti della tua carriera. A quali sei più affezionata e perché?

"Sono affezionata soprattutto al periodo francese, a vent'anni ho capito che potevo passare da Ragazzo Triste a La bambola, fino a La chanson des vieux amants o Ne me quitte pas, indifferentemente, cambiando immagine e trasformandomi da ragazzi di vent 'anni a matura quarantenne. Rivedendo quelle performances sembro più grande lì di adesso. Ma la canzone che più amo, sarà quella che deve ancora uscire".

In Stryx fosti "scandalosa" una volta di più. Te lo chiese Trapani o fu una tua idea?

"Enzo Trapani era un grande, avanti con i tempi. Le sue regie sono attuali ancora e molto di più alcune di adesso. Con lui era facile esprimersi".

Cosa non hai trovato negli uomini, durante la tua vita, da farti affermare di farne volentieri a meno? E poi, è veramente così?

"Anche se qualcuno lo ha scritto, io non ho mai detto che degli uomini si può fare a meno... ".

Ti chiedi, a volte, perché il pubblico ti ami così tanto?

"Il pubblico è l'unico mio referente. Se mi ama è perché anche io lo amo, lo rispetto, e appunto lo considero l'unico referente. Quando faccio scelte che alle case discografiche o agli addetti ai lavori possono sembrare sbagliate, so che il pubblico capisce e sta con me. Non ho mai preso in giro il pubblico cantando la solita canzone per anni e anni".

Facciamo il gioco dei tre desideri da esaudire? Quali sono i progetti immediati, e quelli a più lunga scadenza?

"Un libro, un dvd antologico e un disco presenti sul mercato, e mi chiedi quali sono i progetti?".

Infine, con la vita sei più a credito o a debito?

"Con la vita ho un ottimo rapporto. Leggiti il libro... ".

BM 

Nella foto: Patty Pravo, a 29 anni e capelli rossi, nella sua casa romana, inverno 1977