Editoriale Ventitrè C'era una volta il Commodore ma adesso non c'è più

La notizia che un’industria inglese abbia “replicato” il famoso computer Commodore 64 è comparsa su tutti i giornali e i siti del Mondo. Si tratta di una pura Operazione Nostalgia senza nessun riferimento allo storico prodotto, anche se il marketing indica l’ esatto contrario. The C64 Mini (in vendita a 80 euro meno un centesimo… ) in realtà è una semplice raccolta di vecchi giochi, fatti girare da un processore di limitata potenza, in una scatola che riproduce il computer nato nel 1982 (prima c’era il Vic 20 e poi il Commodore 128) ma grande la metà. La tastiera è fasulla, e chi volesse veramente riscoprire l’ antico linguaggio Basic (con il Cobol padre di tutte le lingue elettroniche di programmazione) dovrebbe collegare una tastiera esterna via Usb. Nulla di diverso, quindi, dalle tante raccolte di vecchi giochi e paleo applicazioni che facilmente si trovavano per pochi euro qualche anno fa su cd nei supermercati, creati apposta in emulazione per “girare” su computer moderni. All’ epoca io avevo prima il Vic 20 e poi direttamente il 128, per poi entrare nel mondo dei veri, anche se primitivi, “portatili” con il mitico Amstrad ppc 512. All’ epoca gli inglesi erano all’ avanguardia. Aveva due slot per floppy disk. Su una mettevi il sistema operativo Dos e sull’ altra – nel mio caso – i testi dei documenti a cui lavoravo. Lo schermo era verde e credo di sette pollici circa. Pesava l’iradiddio e aveva un manico di plastica su un lato (vedi foto trovata online). Credo che costasse più di un milione, contro i due milioni e mezzo del Toshiba T1000 con modem del 1990 con cui scrivevo gli articoli per il Gazzettino. Quello del collega, pagato dal Gazzettino, era più brutto e non aveva il modem… Ciapa! E’ difficile spiegare ai ragazzi di oggi che vivono di smartphone come funzionassero certi aggeggi. Tornando al Commodore, i “giochini” (ricordo il famigerato Ghostbusters) giravano su normali nastri da cassetta audio, letti da un apposito lettorino che li caricava di volta in volta nella memoria della macchina. Solo il 128 ebbe il primo floppy disc. Eppure, con il semplice C64, il mio amico musicologo Franco Fabbri componeva e registrava. E la Commodore, all’ epoca a Cinisello Balsamo, era una potenza economica e all’ avanguardia. Io che nell’82 avevo 28 anni e pensavo che i computer fossero giochini per gente senza la ragazza, in realtà non avevo capito una mazza.