Editoriale Ventotto Fedez,Ferragni e Leoncini. Giustizia è fatta

 

L'idea mi è venuta dopo l' ennesima dichiarazione farneticante: "Meglio pubblicarle noi che farle cannibalizzare dai paparazzi". Sorry? (visto che vi piace l' inglese). Ma le avete viste le foto?...

Nel primo episodio del film “I mostri” c’è un padre che insegna al suo bambino le peggiori cose, subendone poi le conseguenze a distanza di anni. Così ho pensato, mutatis mutandis, a una piccola storia quasi vera. Quasi vera?

Milano, 5 aprile 2038.

Leone Lucia, 20 anni, ha confessato. E’ lui l’autore della strage che ha portato alla scomparsa dei genitori Chiara Ferragni e Federico Leonardo Lucia, nomi che secondo il codice deontologico giornalistico appariranno solo per sette giorni e poi verranno cancellati. Al commissariato di Porta Venezia il giovane è arrivato accompagnato dal suo legale, il sessantacinquenne Alessandro Aleotti. Si è avvalso della facoltà di non rispondere, ripetendo solamente: “L’ho fatto per rispettare la Legge”. Gli inquirenti pensano che si riferisca alla Legge sull’ Oblio (che online è stata ribattezzata “#bastacazzate”) che l’ Italia, tra gli ultimi Paesi al mondo con Vaticano e Giappone, ha ratificato solo pochi anni fa. Nei suoi primi anni di vita infatti Leone Lucia fu messo dai genitori al centro di un morboso interesse massmediatico, con una pesante esposizione fotografica, l’ uso del corpo a mo’ di griffe fashion, interessi economici e di immagine, e tutta un’altra serie di reati solo apparentemente minori che proprio la #bastacazzate ci impedisce di citare o solo rimandare in qualche modo. Sia chiaro che anche allora tali pratiche erano considerate illegali ma tollerate di fatto. Basti solo sapere che, sempre nei suoi primi anni di vita, il povero Leone ovviamente nulla poté fare contro l’ atteggiamento dei genitori, i quali, e non aggiungiamo altro, anziché lavorare in qualsiasi maniera decorosa accumulavano guadagni con apparizioni online – nel caso del padre anche con falso nome – cercando di influenzare, come si diceva allora, le mode e i costumi. Come si sa, tali pratiche, e l’ estinzione di associazioni a scopo di lucro come “Il libro delle facce”, portarono l’ intero Pianeta sull’ orlo di una guerra quando un noto rapper gay di Napoli cercò di ottenere dal presidente a vita russo Putin un “selfie” (una fotografia di coppia estorta a forza) e le guardie di sicurezza lo neutralizzarono lasciandolo esanime. Il resto è sui libri di storia. E’ evidente che questo ennesimo caso di violenza casalinga scuote le coscienze perché, come tutti sappiamo, non esiste storia famigliare esente da soprusi di questo tipo. In sintesi, i fatti che riguardano il Lucia. Dalle prime testimonianza pare che abbia distrutto una serie di hard disk in cui i genitori conservavano illegalmente materiale pedo-infografico, protrattosi per alcuni anni. Tra le immagini e i filmati, anche una serie di scioccanti nudi del padre, prima che la Legge lo obbligasse alla cancellazione laser di qualsiasi offesa fatta al proprio corpo mediante tatuaggi. Non da meno la moglie, con migliaia di immagini in cui, anche in abiti succinti, invitava le persone a fare come lei per avere successo, cioè nulla. Leone Lucia ha sopportato a lungo, ma scoperta l’ ennesima riunione clandestina nella casa di famiglia, in cui un gruppo di anziani folleggiava a forza di fotografie tra di loro e musica, o presunta tale, molto lontana da “classici” come i Queen e Paolo Conte, temendo altresì di apparire come complice, ha distrutto le prove, “cosa legalmente acquisita dalla moderna giurisprudenza” – ha affermato il legale Aleotti – per cui l’unico reato ipotizzabile, quello di “strage di #cazzate”, in realtà non sussiste. Di conseguenza Leone Lucia riceverà un encomio dal Prefetto Luigi Berlusconi. La Ferragni e il Lucia genitore sono stati affidati alla casa di cura “Gaber”.

La redazione

Nella foto: ci sono io a pochi mesi. Immagini mai uscite dalla cerchia famigliare. Fotografato da un professionista (e non dai “paparazzi” ,cara Ferragni, che in realtà sono quasi sempre solo, appunto, bravi professionisti) rivendico il diritto una tantum alla #cazzata e poi all’ oblio. Bellino, vero?