Edoardo Bennato Showcase in Fininvest Il Gazzettino 1994

Milano
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Sarebbe piaciuta a Kafka, la situazione a dir poco imbarazzante verificatasi ieri sera, nel corso della presentazione del nuovo album di Edoardo Bennato, il finalmente più che dignitoso "Se son rose fioriranno". "Edo" è il protagonista, la sala del Master Comunicazione d'impresa Fininvest, in via Meravigli, è il Castello degli orrori. In soldoni, i trenta "neolaureati" del Master - le future "colonne" dell' impero Fininvest, per male che vada - hanno fatto parole con alcuni giornalisti, rei, nel bene o nel male, di tentare di fare il loro lavoro. La cosa è terminata con l'abbandono della sala, indignato, da parte di tutti i contendenti (noi eravamo usciti prima).
 Ve l'immaginate Edoardo Bennato, cantautore politico e graffiante, quello che cantava ai festiva de' L'Unità arrivando in autostop o in tram, che presenta il nuovo disco nella sede del "nemico", proprio nel giorno d'insediamento del primo Gabinetto Berlusconi?. "E' un caso", dice Edoardo; ma nessuno gli crede. "Hanno vinto i furbi?", gli domandiamo manifestando il nostro e il suo disagio. Bennato divaga, invece di confessare, in tutta onestà, di "essera stato preso in mezzo... ". Lo capiamo: vive un momento creativo confuso, dopo la "sbornia" rock di Joe Sarnataro. Stasera non si parla di musica, però.
 Sale sul palco il fratello Eugenio. Ci sono anche Girgio "Zito", il terzo fratello, e il produttore Guido Elmi, uno che di rock ne sa. Enfin, si parla di musica? Affatto: Eugenio racconta di "... Come ci siamo divertiti nel fare questo disco", eccetera. Parafrasando il titolo di una canzone, qualcuno dei "Mas" - tra loro, si chiamano così... - chiede, con buona dose di servilismo, se la frittata si riferisce al nuovo governo. "E chi ha detto che la frittata è gi{ stata fatta?", risponde Edo sibillino. "Perchè, essere onorevoli oggi è sbagliato?", ribatte il "Mas". Bennato risponde per le rime, finalmente, e cita Totò: "Onorevole... Ma mi faccia il piacere!". E dire che era cominciata bene, con il Nostro, accompagnato da De Rienzo, Frolloni e Giampaoli, impegnato in un "set" acustico sul nuovo disco, interrotto sul più bello da un collega: "Avevi detto che cantavi solo tre pezzi... Io devo ancora scrivere!". L'agenzia Ansa aveva già spiegato tutto un'ora prima.
Bruno Marzi