Elisa Toffoli e il cast di Hair intervista Il Gazzettino 2007

Milano
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"E' una sfida molto bella ma difficile", sintetizza Elisa, imbacuccata per difendersi dal freddo all' interno del teatro milanese dove si svolgono le selezioni finali per il cast di "Hair", di cui l' artista di Monfalcone è responsabile per la direzione musicale. Prodotto dal teatro Smeraldo di Milano per volontà di Gianmario Longoni, assieme al Politeama di Genova e al Colosseo di Torino, la versione italiana di "Hair", la prima con una produzione così di alto livello da quella mitica del 1970 di Peppino Patroni Griffi, vanta la regìa di Giampiero Solari e le coreografie di David Parsons. La stessa Elisa potrebbe apparire in scena come ospite in alcune circostanze. "Non ci ho ancora pensato ma potrebbe anche accadere", ha commentato.
 L' esordio è previsto il 19 febbraio 2008 al teatro Colosseo di Torino; la prima occasione in Triveneto è dal 27 al 30 marzo al teatro Rossetti di Trieste. "Abbiamo visionato seicento artisti a Roma e altrettanti a Milano", spiega orgoglioso Longoni, che in questi anni ha più volte ospitato nei suoi teatri le produzioni estere della famosa opera rock simbolo del movimento hippy e contro la guerra nel Vietnam.  
 Sono temi che a ben vedere rimangono di scottante attualità. "Non è nostra intenzione attualizzare lo spettacolo - spiega il regista Solari - ma testimoniare quel periodo e i grandi aneliti di idealismo e libertà. In questo senso la nostra versione avrà un' ampia elaborazione interpretativa, grazie anche alla grande personalità di questa generazione di artisti molto bravi e di talento nati all' ombra del musical italiano e che altrementi non troverebbero spazi".
 La storia, i caratteri, le ambientazioni però rimangono quelle originali. David Parsons è entusiasta. Guarda con interesse i ballerini che si alternano in scena, li stimola e non lesina i complimenti. "Adatterò movimenti e situazioni alle capacità espressive del cast - spiega - ma mi ritengo molto fortunato perché da una parte ho trovato molti artisti di talento e dall' altra la possibilità di rendere autonoma la dinamica dello spettacolo rispetto all' originale. Se possibile, migliorandolo".
 C' è molto entusiasmo insomma. Elisa si sente totalmente "nella parte" e commenta volentieri il suo ruolo: "Credo di comprendere bene quel clima. Penso a mia mamma, non sposata, e a una certa maniera di concepire la libertà. Sono temi attualissimi. In realtà però considero questo impegno anche un po' come una vacanza mentale dalla mia musica, che è quella in cui mi immedesimo di più come in una auto analisi. Qui invece ho trovato stimoli diversi e la curiosità nell' affrontare un ruolo nuovo".
 La ragazza, d' altronde, non si può lamentare. Il 2007 è stato per lei l' anno delle celebrazioni, sia per i dieci anni di carriera sia per la memorabile tournée. E così le viene quasi spontaneo il ruolo di talent scout sui generis, visto che nei confronti dei candidati si confronta un po' come una sorella maggiore. "Ho trovato voci incredibili - spiega - e sono felice che il musical dia la possibilità a questi ragazzi di esprimersi e crescere, visto che le possibilità offerte dalla Discografia sono minime e anche in altri campi artistici più che crisi c' è disinteresse".
 In definitiva, come sarà "Hair" versione Elisa? "Ho visto il film e le produzioni a Broadway - conclude - e anche le versioni che Longoni ha portato in Italia. Mi manca quella italiana del '70 e per adesso non ho chiesto informazioni ai protagonisti di allora, come Renato Zero, Teo Teocoli, Loredana Bertè o Ronnie Jones, ma forse lo farò. Diciamo che mi impegnerò al massimo e vorrei che il risultato finale fosse anche un po', per così dire, spirituale".
Bruno Marzi

nella foto: david Parsons ed Elisa