Elisa Toffoli intervista Di Tutto 2008

Di Bruno Marzi

<America, arrivo!>, annuncia Elisa alla vigilia della partenza per il tour in Usa e Canada che la vedrà impegnata dal 29 ottobre a Toronto e fino alla fine di novembre con ultima data a Seattle, la città del “rock duro” e dei Pearl Jam. Complice la versione a Stelle e Striscie dei nostri talent-show tv tipo “Ballando sotto le stelle” o “Amici” (“So You Think You Can Dance”) che ha utilizzato molti brani dell’ artista italiana per le esibizioni dei concorrenti, al management dell’ artista giuliana sono fioccate le richieste per una serie di concerti. <La coreografa dello show – racconta Elisa a Di Tutto – ha scelto “Dancing” per accompagnare la coppia che alla fine ha vinto; così la canzone, concessa in licenza dalla Sugar per lo spettacolo televisivo, è passata molte volte in onda. I fan del programma hanno realizzato centinaia, se non migliaia di filmati su YouTube con le loro personali coreografie della canzone. Inoltre altri brani sono stati per così dire scoperti grazie alla curiosità per questa ragazza italiana che canta in inglese, che poi sarei io>. Morale? <Abbiamo venduto oltre 80mila copie di “Dancing” e realizzato un omonimo cd, solo per il mercato americano, con una scelta ragionata dei miei brani più in sintonia con lo spirito di quel pubblico. E adesso andiamo a suonare dal vivo! C’ era stato già un primo approccio a New York nei mesi scorsi, con uno show rinviato prima per motivi burocratici. Adesso gireremo l’ America con un pullman e sarà una bella avventura, anche se arriva con qualche anno di ritardo rispetto al previsto, ma forse al momento giusto>

La trentunenne ragazza di Staranzano, a due passi da Monfalcone (è nata a Trieste il 19 dicembre 1977) continua la sua bella favola, iniziata undici anni fa con un concerto-presentazione al Rolling Stone di Milano che fece scalpore, sponsorizzato da Caterina Caselli che ancora oggi è la sua discografica. Vincitrice del Festival di Sanremo 2001 con “Luce” (brano ripreso da Mango nel suo nuovo album) e recentemente curatrice degli arrangiamenti per la versione italiana del musical “Hair”, Elisa Toffoli ha da pochi giorni terminato i suoi “Mechanical Dreams”, tre concerti-evento (Arena di Verona, Roma e Milano) per i quali ha utilizzato una mega-struttura con schermi giganti e un centinaio di figuranti e ballerini coordinati dal coreografo Luca Tommassini. Uno show di oltre due ore e venti minuti che ha entusiasmato i fan e dato una nuova dimensione artistica alla minuta e affascinante ragazza del Nordest, che se fosse andata male con la musica avrebbe fatto la parrucchiera o continuato a studiare. Ma è andata benissimo.

Eccola allora, ad un certo punto dello spettacolo addirittura fasciata da un vestito aderente in lattex, tipo “sadomaso”, e tacchi “da dodici”, a suo agio con ballerini, attori, figuranti in tuta bianca per uno spettacolo un po’ alla Pink Floyd, contro le guerre ed ecologista al punto giusto. E a un certo punto arriva anche la Nazionale di Ginnastica Ritmica reduce dallo “scippo” olimpico di Pechino (quarte assolute dopo aver vinto i Mondiali). In una striscia di palcoscenico hanno saputo fare cose incredibili. <Era dal 1997 che avevo intenzione di utilizzare delle ginnaste per i miei video, come “Cure Me” e “Gift”, ma non era stato possibile. Questa volta, grazie a Luca Tommassini, ci siamo riusciti, e il risultato è andato ben oltre le mie aspettative>.

All’ inizio dello show distruggi un manichino che ti rappresenta con una mazza da baseball. Perché?

<E’ una “morte” simbolica che sottintende una rinascita artistica. E’ un’ immagine forte che mi viene da “I guerrieri della notte”, un film che amo moltissimo. Mi piace far capire cosa c’è dietro la mia musica e da dove vengono le cose che faccio>.

Nella struttura del palco e dello spettacolo c’è anche molto di “Metropolis”, il film di Fritz Lang musicato dai Queen.

<Me lo dicono in molti, e forse è dovuto ai consigli del mio bassista Max Gelsi che ama molto i Queen. I costumi ricordano anche “Guerre Stellari” ma è il risultato di un lavoro collettivo. In realtà l’ ambientazione post-industriale vuole ricordare i cantieri navali di Monfalcone, dove ha lavorato tutta la mia famiglia, a partire da mio nonno e mio padre>.

Qual è l’ idea che ha fatto nascere lo spettacolo?

<Il mio manager, Ferdinando Salzano della “Friends and Partners” aveva prenotato l’ Arena di Verona per me, malgrado non fossi in tour e non avessi un disco nuovo. Non mi sembrava bello per me e per il pubblico fare un concerto “normale” in un posto così speciale, dove avevo visto gente come Radiohead e Bijork fare spettacoli bellissimi. E così ho cominciato a pensare in grande>.

Il risultato?

<Beh, noi dall’ interno vediamo sempre qualche imperfezione, qualche tempo morto non voluto. Ma sarebbe ingiusto non essere strafelici. Certamente sono stata molto influenzata dalla regìa del musical “Hair”, che mi ha aperto nuovi spazi creativi e grazia al quale ho capito come andare oltre la musica. Volevo inventare un sogno in cui mettere dentro le mie origini, la musica con cui sono cresciuta e le mie influenze artistiche e umane>.

Oltre alle tue canzoni, hai interpretato brani famosi di altri artisti e le poesie di Jim Morrison “Servered Garden” e “Awake 9”.

<Appunto. Sono parte della mia formazione artistica. La musica e le parole con cui sono cresciuta. La melodia di “Calling You”, dal film “Bagdad Café”, è bellissima. “What’s Up” delle Four Non Blondes è una dedica alla bravissima autrice e produttrice Linda Perry. “Mad World” dei Tears for Fears era perfetta per una coreografia “techno” di Luca Tommassini. “Whutering Heights” di Kate Bush è la canzone preferita di mia sorella Elena, che è anche la mia manager… >.

A Verona hai dedicato i “bis” a Federica Squarise, la ragazza morta a Lloret de Mar…

<Federica aveva acquistato il biglietto per quel concerto. Volevo che in qualche maniera fosse con noi… >.

Il manager Salzano ha comunque messo da parte coreografie e costumi di “Mechanical Dreams”, di cui certamente verrà realizzato un dvd. La prossima estate, a grande richiesta, il sogno di Elisa potrebbe rinascere per un vero e proprio tour.