Festivalbar ad Ascoli Piceno Il Gazzettino 1994

Ascoli Piceno
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Piazza del Popolo, alle due del pomeriggio, è deserta. Al bar, con cortesia, ci dicono che "la piazza sta per chiudere". Il sole picchia forte, i mezzi della Nettezza urbana stanno tirando a lucido l'affascinate "set" del Festivalbar '94. Sembra l'allestimento di un concerto di musica classica, e non un "pericoloso" spettacolo "rock". Si sa: i ragazzi si entusiasmano, scherzano, sudano e spingono, ma è tutto. La civiltà dei nostri ragazzi, stiano ad Ascoli Piceno, Verona o Marostica, è buona garanzia per cose più importanti di una serata di musica leggera. Ascoli Piceno, ieri sera e stasera (in onda il 31 maggio e il 7 giugno su Italia Uno) ospita con grande civiltà lo spettacolo di Vittorio Salvetti and Son, nel senso del figlio Andrea.
 Cento minuti a puntata, pubblicità compresa, presentano il meglio della produzione discografica per l'estate, con un' incursione anche nelle "prove" per il tour di Ramazzotti, Daniele e Jovanotti. Ieri sera è toccato ai Vernice, con "Quando tramonta il sole", a Tozzi con "Io muoio di te", ma anche all'incontenibile Fiorello con "Il cielo", la canzone portata al successo da Renato Zero. Federica Panicucci - la più "pettinata" dagli italiani - e Amadeus - un sorriso sponsorizzato da Colgate - hanno cucito con simpatia interpreti e canzoni, liberati dai "tormentoni" pubblicitari, risolti con "special" registrati a Ibiza: le famose "teleofferte".
 Ecco, allora, che gente come Lucio Dalla può cantare "Don't touch me" senza il logo di un deodorante sullo sfondo, e così Mango con "Giulietta" (non è il pezzzo più bello dell'album, secondo noi) e Baccini con "Lei sta con te". Mai come quest'anno il cast del Festivalbar è stato sì scelto con criteri di promozione discografica, ma anche con attenzione alla qualità degli interpreti. Uno spettacolo senza "fuffa", insomma. Prova ne è che dall'Islanda è arrivata l'emergente Bjork, con "Big time sensuality", mentre la sezione "balla che ti passa", Fiorello a parte, è stata affidata ai Cappella, con "Move on baby", a Jam & Spoon, con "Right in the night" e ai D:ream, con il remake di "Things can only get better".
 Piazza del Popolo in festa, così come i ragazzi di Ascoli, hanno fatto coro al finale di Edoardo Bennato, con "In nome del popolo italiano". Salvetti, che ha messo una pietra sopra la querelle sull'Arena di Verona, almeno per questa edizione, trova la voglia e il tempo per scherzare sul Disco per l'Estate, presentato e coordinato da Cecchetto. Il music-maker milanese è già nel mirino della critica, reo, nella migliore delle ipotesi, di mettere in piedi per Raiuno una brutta copia del Festivalbar. Commenta Vittorio, tra il serio e il faceto: "Claudio mi ha promesso che non copierà le inquadrature del regista Egidio Romìo, e che le luci verranno disposte diversamente. So che non sarà così, perchè, alla fin fine, anche lui ha il mio "senso dello spettacolo"... ".
Bruno Marzi

nella foto: Lucio Dalla al Festivalbar 1994 ad Ascoli Piceno