Festivalbar finale Verona 2004 e intervista a Zucchero Il Gazzettino 2004

Verona, settembre.
E' una vittoria con dedica speciale quella di Zucchero al Festivalbar. Il numero disegnato sulla guancia, 46664, è quello che indicava il prigioniero Nelson Mandela ai suoi carcerieri, prima che 76enne leader africano diventasse premio Nobel per la Pace e presidente del Sudafrica. Quel numero, oggi, rappresenta la lotta di tutto un Continente contro la piaga dell' Aids che, in quei Paesi poverissimi e privi di medicinali a basso costo, sta letteralmente e silenziosamente decimando la popolazione. Adelmo "Sugar" Fornaciari, premiato per "Il grande Baboomba" e il fortunato album di duetti "Zu&Co" da Andrea Salvetti, nel ricordo del papà Vittorio, ha dimostrato così una volta di più il grande cuore che anima la sua maniera di concepire la professione di musicista.
  <Non me l' aspettavo - ha confessato Sugar prima della finale - perché già in passato avevo ricevuto molti premi al Festivalbar, ma mai quello assoluto. Si vede che questa volta ho azzeccato i tempi giusti!>. In assenza dei classici "tormentoni" balneari, che proprio "Il grande Baboomba" sia stato il brano più cantato dell' estate 2004 è un fatto certo. Il successo del cd realizzato in coppia con grandi amici come Eric Clapton e Sting, o il mastodontico reverendo (vero) Solomon Burke ha portato alla registrazione del dvd, di prossima pubblicazione, tratto dal concerto dei mesi scorsi alla prestigiosa Halbert Hall di Londra, e prima ancora da quello di Città del Capo in onore di Mandela e che ha visto protagonista proprio Zucchero assieme a molti artisti africani e al chitarrista dei Queen Brian May, nel ricordo anche di Freddy Mercury, morto proprio di Aids alcuni anni fa.
 <Adesso mi fermerò per un po' prima di tornare con un nuovo disco e una tournée. Dovrò veramente essere convinto delle nuove canzoni e con la voglia di andare sul palco per un anno e mezzo o due>. Non prima del 2006, insomma. Nel frattempo si godrà la bella villa, la sua "casa del blues", a Pontremoli, con il piccolo Blu di sei anni e la sua compagna Francesca.
 Sugli schermi di Italia Uno, lunedì e martedì scorsi, nella splendida cornice dell' Arena gli spettatori televisivi hanno visto passare una carrellata di successi dell' estate, come Tiziano Ferro, Mango, Articolo 31e i giovani Dirisio e Simone, accanto a grandi star della musica internazionale come Rem, Bryan Adams e Mark Knopfler, o i simpaticissimi brasiliani Kaleidoscopio. Grande successo anche per Biagio Antonacci, in partenza con il "Convivendo tour" proprio martedì 28 dall' Arena di Verona, e per gli altri premiati Eamon e Dirisio.
 Noi però vi raccontiamo quello che non si  è visto in tivù, a partire dalla platea che vedeva nelle prime file i simpatici e disponibili Cristina Parodi e Giorgio Gori, assieme ai figli più grandi hanno seguito tutto lo show da veri fans. Non sono mancate le polemiche, come quella per la "non presenza", più che l' assenza, di Vasco Rossi (molti pensavano a una vittoria tra gli esordienti di Simone, rivelazione di Sanremo, di cui Vasco è discografico) impegnato in tournée nella stessa sera, e di altri grandi nomi della canzone italiana.
 Dietro le quinte, però, sono successe molte cose interessanti, a partire dalla presenza di Omar Pedrini e Eleonoire Casalegno (prima uscita pubblica dei Due) al convegno sul futuro della Musica, che ha visto tra i relatori anche Mogol, Claudia Mori e Caterina Caselli. Omar, reduce dalla brutta avventura che lo ha portato sul tavolo operatorio per un aneurisma della aorta, si è ripreso perfettamente ma ha confessato di volersi godere ancora una lunga vacanza prima di tornare veramente al lavoro. Una sorridente Eleonoire faceva compagnia alla bella Simona Bencini, ex cantante dei Dirotta su Cuba in uscita con un nuovo cd da solista.
 E i presentatori? Irene Grandi, la "non professionista", è via via migliorata, ma non altrettanto i suoi abiti, sempre "troppo" poco formali. Marco Maccarini, con tanto di baffetti biondi, è stato molto bravo nello "scaldare" il pubblico durante i lunghi momenti di pausa tra un brano e l' altro; quelli che in televisione non si vedono. Malgrado la profonda crisi della Discografia, e la poca musica che si sente in giro, anche questa estate è trascorsa abbastanza serenamente. D' altronde, è tradizione che dopo il Festivalbar, insomma, si cambi stagione e arrivino nuove canzoni. Di questo, almeno, possiamo stare sicuri.
Bruno Marzi