Franco Battiato intervista Eva Tremila 2004


Milano, ottobre.

Un eterno ragazzo. Franco Battiato nel 2005 toccherà i sessant’ anni, portati con grande leggerezza, e i quaranta di carriera discografica; da quando, come usava al tempo, “L’ amore è partito”, un disco “floppy”, cioè sottile e morbido come una gelatina, fu venduto in edicola assieme alla Nuova Enigmistica Tascabile. Il suo recentissimo album di canzoni, “Dieci stratagemmi”, è primo nelle classifiche di vendita da settimane; il suo tour inizierà a gennaio, il nuovo film come regista avrà il primo ciak nei prossimi giorni. Tra poco registrerà anche a un programma televisivo di interviste a grandi personaggi della cultura in quattro puntate per RaiSat. Al suo fianco, in queste iniziative, ci sono il filosofo Manlio Sgalambro e, co-autori di alcune delle nuove canzoni, anche Maurizio Arcieri, il “bello” dei New Dada che cantava “Cinque minuti e un jet partirà… “, e la moglie Cristina Moser, cioè i Krisma.

 Sarà l’ aria della Sicilia, o quella casa sulle pendici dell’ Etna a due passi dalla lava, o quel suo gentile riserbo sulla vita privata, o ancora la facilità con cui passa dalla musica alla poesia, alla pittura, ma a noi, come alla gran parte del pubblico che lo adora, Franco Battiato piace molto. Poco importa se le sue canzoni “pop”, cioè popolari, in realtà sono tutt’ altro che semplici, con testi “importanti” su temi anche serissimi come la guerra. Franco ha il pregio dei grandi artisti si saper comunicare a tutti, come ai tempi di “Bandiera bianca”, “Centro di gravità permanente”, “Prospettiva Nevskji” e “L’ era del cinghiale bianco”.

 Se poi, come si mormora in giro, attualmente Battiato è anche innamorato, come suggerirebbe il primo singolo tratto dall’ album, “Tra sesso e castità”, meglio ancora. Scoprire chi sia la persona che gli sta vicino però è praticamente impossibile. Data la sua proverbiale prudenza però l’ unico indizio potrebbe essere la presenza fissa sul palcoscenico con lui della bella cantante italo-giapponese Kumi Watanabe, con la quale ha condiviso anche le immagini di un nuovo video.

 <In questo momento – ci ha dichiarato - sto benissimo e ho una vita molto felice. Provo però grande disappunto per quello che vedo in televisione, la violenza, l’ intolleranza e la guerra>. Della morte di Giuni Russo, sua grande amica a cui ha regalato “Morirò d’ amore”, la canzone presentata al Festival di Sanremo 2003, Franco però non se la sente ancora di parlare: <Non è questo il momento. Ci saranno occasioni in futuro, quando il dolore sarà meno forte>.

 <In questo momento – continua – non ho molto tempo a disposizione, tra musica, televisione e cinema. Dopo “Perduto amor” sto realizzando un film “di viaggio” metà contemporaneo e metà in costume, che mi vedrà in giro per Paesi dell’ Est come Lituania e Lettonia. Parlerà anche degli ultimi anni di Beethowen. Gireremo in digitale, stando così molto attenti ai costi. Anzi, in tour ci andremo anche per tirare su un po’ di contanti… >.

 Un rimorso? <Mi piacerebbe fare l’ attore, ma forse non sono abbastanza bravo. Avrei dovuto interpretare Aldo Moro nel film di Bellocchio “Buongiorno, notte”, ma la passività del personaggio non era nel mio carattere: avrei aggredito i brigatisti invece di subire! Per il resto, anni fa mi hanno mandato numerosi copioni, ma mi davano sempre ruoli… un po’ strani. Uno, testuale, iniziava così: “Battiato, seduto sul cesso mentre la moglie in cucina… “>.