Garbo recensione "Blu" Il Gazzettino 2002

Milano
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Niente può essere più intrigante, sia per il critico sia per il fan, di un nuovo album da parte di un artista non solo bravo ma assolutamente autoemarginatosi dal "meccanismo" industriale della musica. Queste sono le premesse con le quali Garbo, al secolo Renato Abbate da Varese, quello di "A Berlino...va bene", "Quanti anni hai?" e  "Radioclima", pubblica per la mescal "Blu", rinverdendo così, giusto a vent' anni dagli esordi, quella "via italiana" al primo techno-pop che ebbe proprio in lui il fortunato portabandiera.
 Sempre identico a se stesso malgrado abbia passato da un po' la quarantina, Garbo ha presentato l' album alla Fnac di Milano con un mini show. Lo accompagnava "metà" della sua band, ovvero i tastieristi Xelius e Tibe dei Sirenetta H, con i quali si esibirà l' 8 giugno a Castiglione Olona nell' anteprima del tour nei club previsto per ottobre 2002. Belli i suoni, tra le canzoni si intuiscono potenzialità di successo commerciale, tra la ballata elettronica e la "dance" lenta.
 Lo stile a metà strada tra Bowie e Bryan Ferry, un uso molto raffinato dell' elettrronica, musiche eleganti e testi pregnanti sono le caratteristiche di un artista ancora estremamente attuale. Garbo non fa dischi con etichette "ufficiali" dall' 88 ("Manifesti") anche se può vantare una intensissima attività discografica con il movimento di Aldo Nove, Isabella Santacroce, tommaso Labranca e altri chiamato"Cannibali", con i quali ha lavorato moltissimo in questi anni alla sonorizzazione di poesie e a colonne sonore di film. "per la verità - confessa - quattro anni fa ho pubblicato "Grandi giorni" per l' etichetta "Fri" di Cecchetto ma per diversi motivi la cosa è passata inosservata. Per quanto riguarda "Blu" chiedo solo che il disco venga ascoltato con attenzione, e poi stroncato oppure amato... ".
 iL cd contiene ben 15 brani tra cui "Un bacio falso", primo singolo estratto. Spiega Garbo: "Si tratta di un disco "notturno", ostinatamente "daltonico", nato osservando un certo "Popolo della notte", gli amori, le solitudini, i piccoli problemi. E' nato tra un' ubriacatura e l' altra. E' un disco completamente mio, cresciuto con l' aiuto di ottimi e giovani musicisti, che si costruiscono addirittura gli strumenti elettronici, e con la collaborazione di Luca Urbani dei Soerba per "Migliaia di rose". Mi fa piacere essere considerato una specie di mito dai giovani artisti. Fa sentire vivo, e con la voglia di esplorare nuove strade".
Bruno Marzi