Gary Dourdan intervista Visto 2015

Di Bruno Marzi

Milano, maggio.

All’ inferno e ritorno. E una nuova carriera come cantautore, nata e cresciuta in Italia. “E’ l’ Italia che mi ha scelto, e ne sono entusiasta! Io mi considero un artista, non solo un attore o un cantante, ma una persona che cerca di esprimere l propria creatività”. Chi parla è Gary Dourdan, 48 anni, il Warrick Brown di Csi “morto” alla fine dell’ ottava stagione, che nei giorni scorsi ha concesso a Visto una lunga e sincera intervista. Da noi venne per la prima volta nel 2003 per i Telegatti, e anche quella circostanza non si smentì, accompagnato sul red carpet dalla bombastica Lisa Snowdon (“No Martini no party”) fresca ex di George Clooney dopo cinque anni di fidanzamento. Una moglie dal ’92 al ‘94, Roshumba Williams, e poi una serie di avventure da cui sono nati due figli, Nyla (17) da Jennifer Sutton e Lyric (13) da Cinhya Hadden. Figlio di un impresario jazz e di una insegnante e creatrice di moda, nonché scultrice e flautista, dallo scorso dicembre Gary va e viene dal nostro Paese per registrare e pubblicare il suo primo album “Mother Tongue”, realizzato per l’ etichetta Mescal, quella di Carmen Consoli, Morgan, Subsonica, tra i tanti. Mentre il disco è uscito in tutto il Mondo il 19 maggio, ottenendo lusinghieri commenti dalla Critica, Dourdan è attualmente in tournée europea, con una band di musicisti italiani, e, dopo gli show di Nizza Monferrato, Torino, Milano e Roma, potremo applaudirlo ancora il 12 giugno a L’ Aquila e il 21 a Bergamo. Il video di “The End” è stato girato a Venezia e Murano, dove Gary ha imparato l’ antica arte di “soffiare” il vetro. Nei giorni scorsi, l’ uomo per ben tre volte giudicato “il più sexy della televisione”, si è impegnato in un vero e proprio bagno di folla con numerosi appuntamenti in megastore e radio, e poi in televisione dalla Clerici, da Chiambretti e, ovviamente al Roxy Bar di Red Ronnie per un vero e proprio concerto. L’ ennesimo ritorno dall’ inferno, dicevamo. Dopo i problemi di “dipendenza” nel 2008, e il breve arresto, e i cinque anni di interdizione a causa della lite con la sua ex fidanzata Nicole Cannizzaro, e ancora i recenti problemi economici (più spese, poche entrate) che ne hanno causato la bancarotta. Gary pare abbia voltato pagina. Le donne, sua croce e delizia da sempre, sono anche al centro di molte delle nuove canzoni. “Sono state scritte nel corso degli anni – ci spiega – anche e soprattutto nei momenti bui. Racconto di amori difficili e complicati”. Attualmente sembrerebbe “single” e molto preso dal figlio Lyric, che lo ha spesso accompagnato in Italia assieme a nonna Sandy. Dourdan ha già ripreso la sua carriera televisiva e cinematografica, dopo le apparizioni del 2014 in “Glee” dove guarda caso interpretava un manager musicale. Non manca l’ impegno con “The Heart Fund” per la cura dei bambini cardiopatici nel Terzo mondo.

Gary, lei è stato recentemente in Africa e ha realizzato un documentario su “Heart Fund”.

“Sì. L’ abbiamo presentato giorni fa a Cannes nel corso di un galà di raccolta fondi, E’ stata un’ esperienza di quelle che ti cambiano dentro. Per lavoro invece ho realizzato dieci puntate di “Being Mary Jane” e partecipato a un film che uscirà nei prossimi mesi, e in Italia dovrebbe intitolarsi “Sophie”. In questo momento la mia massima attenzione è però rivolta alla musica”.

E’ vero che si tratta della sua prima ispirazione artistica?

“Nella mia famiglia suonano tutti. Io stesso me la cavo bene con molti strumenti, dalla chitarra al piano al sassofono. Ho sempre voluto fare il musicista. In passato ho duettato con artisti famosi della scena americana, per il solo piacere di stare su un palco con loro”.

A proposito, cosa pensa di Lady Gaga che canta con Tony Bennett?

“Tutto il bene possibile. Due grandi talenti, una buona idea. Lei è fantastica”.

Perché solo adesso il primo album di canzoni sue?

“Forse solo perché era il momento giusto. Sa, nelle mie biografie dicono che ho iniziato come modello, ma non è vero. Quello è arrivato dopo che Debbie Allen mi aveva scoperto. Se avessi fatto subito il modello, grazie ai soldi, forse non avrei fatto l’ attore ma subito il musicista… “.

Sarebbe stato un peccato.

“Non mi fraintenda. Sono grato a Csi per la grande notorietà, e poi ai tanti film importanti che sono venuti dopo. Ma fare l’ attore non è così impegnativo come essere un bravo musicista, cantare e

scrivere canzoni che arrivano alle persone. Insomma, la fine di Csi, dopo quindici anni, mi ha lasciato abbastanza indifferente”.

Allora, perché la scelta dell’ Italia per questa nuova fase artistica?

“Non credo che sia stata casuale, anche se poi si tratta sempre di un amico che ti presenta una persona che te ne presenta un’ altra. Io amo da sempre l’ Italia. Ci vengo da molti anni in vacanza, portando mia madre, parenti vari e figli. Sono stato al Palio di Siena, Venezia, Firenze, e mi riprometto di continuare. Quelli della Mescal sono dei grandissimi professionisti. Il chitarrista Marco Montanari cura anche la produzione. Lui e Lele Battista mi hanno “addolcito” le canzoni, che nei provini fatti a Los Angeles erano forse troppo ruvide”.

Anche la band che lo accompagna è italiana.

“Musicisti straordinari. E’ stata una scelta logica, dopo aver lavorato con loro nel disco. Per le prove del tour sono stato a casa di Marco a Pavullo, un paesino di montagna splendido, dove le persone mi hanno trattato come uno di loro. E’ stato un bel bagno di normalità. Su un giornale hanno anche scritto che vorrei comprare una casa da quelle parti ma non è vero, anche se magari, prima o poi, potrei davvero diventare un po’ italiano…”.

Come descriverebbe le sue canzoni?

“Parzialmente autobiografiche. E’ un fatto, dicevo, che i sentimenti sono sempre stati, nel bene e nel male, al centro della mia vita. Parlano della vulnerabilità di quando si è innamorati, e io ne so qualcosa… E’ importante anche l’ impegno sociale, che viene fuori chiaramente da molte canzoni del disco. Il mio genere è un soul-pop”.

Che voto si dà come cantante?

“Lascio giudicare agli altri, ma pare che sia bravo… La mia voce ricorda Stevie Wonder, che è stato il mio primo mito da ragazzo, o lo stile degli Steely Dan a cui mi ispiro molto. Ho amato molto anche i Queen of a Stone Age, i Led Zeppelin. Tra gli italiani, che conosco molto bene e apprezzo, trovo straordinaria Nina Zilli. L’ ho vista in concerto e l’ ho trovata bravissima, con una voce straordinaria”. E molto bella, aggiungiamo. Nina avvisata…

Bruno Marzi

 

“Un’ esperienza che mi ha cambiato la vita”, afferma convinto Gary Dourdan a proposito di “The Heartfund”, l’ associazione benefica di cui è ambasciatore e che si occupa di curare gratuitamente e con tecnologie d’ avanguardia i bambini malati di cuore nelle zone più povere del Mondo. Nel dicembre 2014 il musicista e attore statunitense è stato prima in Africa e poi in India, presso l’ ospedale Amrita di Kochi, dove grazie a “The Heartfund” venti bambini cardiopatici sono stati operati con successo. Assieme alla supermodella ucraina Alina Baikova, Gary ha potuto assistere agli interventi, ricevendone un’ emozione che, a suo dire, lui padre di due adolescenti, gli ha “rivoluzionato la classifica dei valori della vita”. Un video di otto minuti, girato durante la visita in India, è stato pubblicato nei giorni scorsi su Youtube. Per sovvenzionare “The Heartfund” lo stesso Gary, assieme ad altri famosi personaggi dello spettacolo come la cantante Lorie Pester e la modella Victoria Silvstedt, ha presenziato al mega-party di Cannes, svoltosi nei saloni dell’ hotel Carlton durante il recente Festival del Cinema. La serata benefica ha raccolto l’ incredibile somma di 5 milioni di euro, grazie ai quali verrà acquistato e utilizzato il primo “Heart Jet” al mondo: un aereo con sala operatoria in grado di intervenire d’urgenza in qualsiasi zona del Pianeta.

BM