Gianni Morandi live a Milano Il Gazzettino 2000

Milano
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Decisamente umano. Gianni Morandi, 56 anni a dicembre (ma l' anagrafe per lui è un optional), appartiene ancora a quella categoria di artisti che sanno dominare il proscenio, anziché subirne le sfide tecnologiche e coreografiche. Così, dopo aver attraversato un mare di mani protese, arrivando sul palcoscenico dalla platea (come dire: "Sono uno di voi") e aver esordito con la nuova "Canzone libera", dopo poche strofe di "Così vanno le cose" si inceppa sul testo, per un vuoto di memoria causato dall' emozione. Nessuno se ne accorge, anche perché il Nostro si riprende subito, e anche perché in pochi conoscono il nuovo brano parola per parola. E' accaduto anche questo, durante le due ore e passa, inframmezzate da un intervallo, dello spettacolo firmato da Saverio Marconi, che, dopo quattro anni di partite di pallone con la Nazionale cantanti, maratone e produzione del nuovo album con Ramazzotti, sfociato nel terzo posto a Sanremo, lo rivede in scena al PalaVobis di Milano fino al 19 maggio.
 Vincente, non piazzato, quindi. Morandi fa il "tutto esaurito" ogni sera (2700 posti) e non c'erano dubbi; trionfa in scena con il pubblico in deliquio, e anche questo sta nelle cose; dimostra grande modernità espressiva, forse anche anche al "corso di aggiornamento Ramazzotti" (che stava dietro le quinte), e questa è una novità. Sa rinfrescare "Varietà", brano del '90 molto buono, ascoltato alla distanza, così come con "Vita", sempre firmata da Mogol-Lavezzi. Bella la versione acustica di "Io sono un treno", che riprende l' arrangiamento originale di Jimmy Villotti. Per "in amore", che avrebbe dovuto vincere il Festival del '95, duetta con la procace corista Antonella Pepe, abbracciandola anche oltre il necessario...
 Per "Un mondo d' amore", del '67, si ricorda, parlando con il pubblico, delle aspirazioni politiche di una generazione, andate deluse, ma poi chiude il primo tempo con "Innamorato", il brano portato al recente Festival; non il più bello del nuovo cd. Nell' intervallo, donne di tutte le età lasciano bigliettini con messaggi sul palco, e lui li legge, naturalmente. Mai indagine demoscopica ha colto uno spaccato dell' Italia di oggi, e di ieri, come un concerto di Morandi. C'è il popolo, la signora troppo truccata e troppo grassa con accanto il marito disilluso, ma anche, come si dice a Milano, la "sciura" con abbronzatura caraibica e gioielleria "pesante". Molte le persone oltre i Cinquanta, ma non mancano le ragazzine, le più infervorate.
 Primo medley: "Canzoni stonate", "Occhi di ragazza" (il brano di Dalla che Ron avrebbe dovuto cantare a Sanremo ma fu escluso...), "Sai che succede" (nuova), "C'era un ragazzo... " e "La mia vita va". Per "bella signora" la platea è tutta in piedi. Gianni gigioneggia e fa battute. Arriva sotto il palco anche un sedicente "mago" che offre numeri al Lotto. Per "Un abbraccio fortissimo Morandi si commuove. Sul fondale del semplice palco (brava la giovanissima band) scorrono immagini autocelebrative, filmiche o solamente coreografiche. Di seguito, ecco "Andavo a 100 all' ora"; "Se puoi uscire... ", "In ginocchio da te" e "Fatti mandare dalla mamma...". E' il delirio. "Come fa bene l' amore" dà il titolo anche al nuovo cd; "Uno su mille", nell' 85, è stato il branod ella seconda riscossa. "Banane e lampone" e "Scende la pioggia" chiudono. Bis a ruota libera: "Se non avessi più te", "La fisarmonica", "Si può dare di più" e una ripresa di "Come fa bene l' amore", tanto per fare promozione al cd. Gianni forever.
Bruno Marzi