Green Day intervista Il Gazzettino 2004

Milano
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Proprio dei simpaticoni, questi Green Day. A Milano per presentare il nuovo cd-concept "American Idiot", e di passaggio anche in  piazza del Duomo per la prima puntata di "Total Requiest Live" di Mtv, Billie Joe Amstrong, voce e chitarra nonché principale autore, Mike Dirnt, basso, e Tre Cool, batteria, invitano nella loro suite addirittura i fan stazionanti davanti all' hotel Principe e Savoia; e via autografi e foto-ricordo. Il divismo insomma non gli appartiene, e l' unico baluardo difensivo, peraltro consistente, è un enorme - loro tutti e tre piccolini - addetto alla sicurezza-armadio di due metri, bianco e pelato ma sorridente e gentile.
 Nell' attesa di rivederli in tour a febbraio, ecco dapprima il singolo e poi l' omonimo album "American Idiot" appena uscito, in cui la band di Berkely, California, va giù pesante nei confronti della Società consumistica statunitense, si schiera politicamente dalla parte di Kerry, va contro la guerra e riempie molte delle nuove canzoni di un deciso afflato religioso.
 Il tutto in adesione al movimento "Punk vote", versione "cattiva" della carovana di Springsteen e R.E.M., e contro il l' opposto  "Conservative" che raduna alcuni gruppi di fede addirittura reganiana. L' album, prodotto da Rob Cavallo e dalla stessa band, conta 13 brani, due dei quali, "Jesus of Suburbia" e "Homecoming", strutturati in vere e proprie "suite" con differenti movimenti e sottotitoli. Un atto coraggioso per una band capace di vendere trenta milioni di copie in carriera.
 "Le nuove punk band americane sono noiose - spiega Billie Joe - e conservative in modo anacronistico. Noi invece vogliamo creare un' opposizione a questa America che va nella direzione sbagliata". L' album, dopo quattro anni di assenza, vede la band molto carica, con un sound decisamente rock, che strizza l' occhio al passato, The Who su tutti. I testi sono veramente politici senza compromessi. L' idea del "concept album", cara alle band europee degli anni Sessanta e Settanta, prende nuovo vigore.
 "E' vero: c'è una similitudine con il rock inglese storico. Confermo che ne nascerà anche un film - spiega Amstrong - e forse un documentario. Ce lo hanno chiesto, ci stiamo ragionando e la cosa ci fa molto piacere. Ho sempre ammirato la capacità di grandi artisti come The Who e Bowie di raccontare una storia con un insieme di canzoni. Tutto sommato la nostra è una maniera tradizionale di fare rock. Anche la spiritualità che pervade molti testi va in questa direzione. Gesù ha tutte le pene dell' uomo, e in questo la religiosità risulta molto attuale".
 E la guerra? "Siamo assolutamente contro. Bush ha approfittato della tragedia dell' Undici settembre per portare tutti sulle sue idee: la paura del terrorismo, la guerra preventiva, Saddam e tutto il resto. E' importante, in queste elezioni, dichiarare da che parte si sta. I fan hanno dimostrato di stare dalla nostra parte. Il disco è il meglio accolto in assoluto di tutta la nostra produzione". La band ha incrociato il candidato democratico John Kerry nel corso del "Dave Letterman Late Show" della scorsa settimana a New York. Conclude Billie Joe: "Gli ho parlato per dieci secondi. Era circondato da un vero muro e scappava via. Gli ho espresso le mie speranze. Spero che ne tenga conto".
Bruno Marzi