Green DEay live Assago 2005 Il Gazzettino 2005

Milano
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Una grande crescita. Questo in estrema sintesi è il bilancio dello show che i Green Day hanno offerto al pubblico italiano in un Forum di Assago straesaurito per circa 12mila fan scatenati: un pubblico-giovane adulto dai 16 ai 35 anni circa. Chi è rimasto fuori ha potuto rifarsi ieri sera grazie allo show in diretta di Mtv Italia. Per il nostro Paese i tre ragazzi californiani continuano ad aver un occhio di riguardo. Li ricordiamo gentili nella recente intervista, e prodighi di notizie sulla futura versione cinematografica, e proprio Mtv Usa dovrebbe produrre, del recente concept-album "American idiot". L' intenzione di Amstrong, Dirnt e Tre Cool è quella di riprecorrere la falsariga dell' amatissimo "Tommy" degli Who (1975) se possibile utilizzando a loro volta colleghi musicisti come attori.
 La band californiana sale in scena alle 21 precise, preceduta dai New Found Glory e da un goliardico coniglio rosa piuttosto sporco e tracannante birra, certamente uno dei roadie, sul palco con l' unico scopo di "aizzare" il pubblico. La scenografia iniziale ricorda vagamente certe scene del film "The Wall", con un fondale sottolineato dal colore rosso e da una serie di simboli a mo' di cartellonistica stradale di pericolo. Non a caso Billie Joe sceglie proprio "America Idiot" per chiarire subito la, per così dire, dimensione sociale dello show.
 La sconfitta del candidato democratico alle elezioni Usa non ha fatto abbassare la guardia alla band; l' impegno politico e sociale rimane forte e il messaggio che i Green Day portano al pubblico europeo è ancora "Agains the f...ing President George W. Bush", come sottolinea lo stesso cantante e chitarrista alla fine di "Jesus of Suburbia". Per "Holiday" appaiono sul grande videowall cha fa da sfondo immagini di carri armati e fortezze volanti, e una bomba "intelligente" con il marchio Green Day sul dorso. Il retrogusto da "surfin' band degli anni Duemila" è definitivamente scomparso. Da una parte il suono, anche quello metricamente più semplice e diretto, si è fatto aspro e le distorsioni chitarristiche più cattive; la grinta coreografica sempre meno "divertimento puro" (come spesso sottolineato in passato dai Tre) e sempre più indicazione propedeutica per i fan.
 La lezione della recente campagna elettorale Usa ("Rock the vote") assieme a Rem e Springsteen ha fatto crescere le persone, il significato dei testi e l' esposizione personale dei singoli e della band che, come ai tempi degli esordi, sta ottenendo un successo planetario. Diciannove brani sottolineano uno show pirotecnico, tirato dall' inizio alla fine. Poche le concessioni all' apparato scenografico: fumi e botti sul finale, qualche gag come per il bis, con "Boulevard of Dreams" e "When I Come Around", di "We are the Champions" dei Queen, con Billie Joe Amstrong pronto a sfoderare i baffetti alla Freddy Mercury. Quando le note di "Time for Life" salutano l' arena sudata, commossa e plaudente, i Green Day pronunciano l' ennesimo "grazie" in italiano. Forse, come erroneamente presumeva qualcuno, il rock and roll non è ancora alla canna del gas.
Bruno Marzi