Hap & Leonard recensione serie tv Terza stagione

 Prodotta da Sundance, questa serie noir ma non troppo segue la cronologia della parallela serie di libri creata da Joe R. Landsdale, un scrittore a dir poco eclettico, che passa dai fumetti al pulp ed è esperto di arti marziali. Vista e piaciuta già nelle due prime stagioni, questa terza serie, basata sul libro “Il Mambo degli Orsi” del 1995, si dimostra ancora più efficace perché, riguardo al profondo Sud americano e alle grandi questioni del razzismo e della grande “palude” che ha votato prima i Bush e ora Trump, come si dice sa andare al nocciolo della questione. Hap, un perfetto James Purefoy, e Leonard, Michael Kenneth Williams, sono due amici, praticamente più che fratelli. Il primo è bianco e di animo buono, e dalla prima serie si sa che è stato in prigione per colpe non sue. Ripara macchine e ama le donne, specialmente nere ma non fa differenze. Leonard è un omone nero reduce dal Vietnam con tanto di stella al merito, ed è un gay decisamente atipico. I due, sostanzialmente, lottano a modo loro contro le ingiustizie e magari cercano anche di guadagnarci qualcosa, in una maniera o nell’ altra. La terza serie è ambientata nel 1989, tra diavoli che stipulano patti ai “crossroads” con musicisti blues che vengono impiccati dal Ku Klux Klan locale. Una amica ed ex di Hap, una avvocatessa nera e molto bella che si chiama Florida Grange, l’ attrice Tiffany Mack, si ficca in un guaio andando in una cittadina, appunto, iper razzista, e fa troppe domande sulla morte di un musicista nero e sulla sua famosa ultima canzone “maledetta”. Ad un certo punto si pensa che sia morta. Hap e Leonard la vanno a cercare e ovviamente ne passano di tutti i colori. Attualmente, con la puntata quattro in uscita, siamo a questo punto della storia, che vede molti visi famosi del cinema e dalla tv tra i comprimari. Tra questi, nel ruolo di Bacon, cuoco e chitarrista blues che la sa lunga, un bravissimo, e non potrebbe essere altrimenti, Lou Gossett Jr. Le storie che coinvolgono i due amici hanno spesso risvolti grotteschi, a volte pulp, specialmente la seconda stagione, ma hanno trovato un ritmo e una trasposizione tivù di gran classe. Consiglio vivamente di partire dalla prima stagione. In Italia Amazon Prime Video la trasmette da gennaio.