Hugh Laurie intervista Visto 2014

Di Bruno Marzi

Milano, luglio.

C’è chi pensa che Hugh Laurie, 55 anni, abbia una vita sentimentale tranquilla e monogama per pura pigrizia. Come dire: “Troppo complicato, troppi sotterfugi… “. In realtà, però, una amante esigente ed esclusiva lui ce l’ ha. E’ la musica, jazz e blues in particolare. Lo si capiva anche vedendo pianoforti e chitarre sul set di House, e lui che appena poteva metteva una scena con musica nel copione. Eccolo allora su un vero palcoscenico, con una sgargiante camicia rosa a volants nella migliore tradizione degli artisti da piano bar. Ma si tratta di Hugh Laurie, il mitico dottor House, che per otto anni e cetosettantasette episodi ha dilagato nelle televisioni di tutto il mondo. Uno degli attori più famosi al mondo, anche un sex symbol suo malgrado. La musica per lui è più che una passione; è una specie di droga buona che lo sta portando in giro per il mondo in tournée. “Mi sento come un playboy dell’ Arabia Saudita – racconta – al quale hanno regalato una Ferrari ma non ha la benché minima idea di come vada guidata. Oppure come un uccellino con il becco aperto e gli occhietti spalancati. Mai fatto niente di simile in vita mia”. I suoi due album hanno venduto milioni di copie, ha realizzato documentari in Louisiana sfidando gli alligatori pur di trovare un anziano cantante dimenticato. Con la sua band è arrivato nei giorni scorsi all’ Auditorium di Milano per l’ unico show italiano. “Grazie di essere qui sulla fiducia – ha subito detto al pubblico – perché sono certo che non sapete nulla di me come musicista!”. Quando una signora in prima fila gli lancia un lenzuolo dipinto, dapprima non capisce poi grida: “Ho una fan!”. E si porta lo striscione sul palco. E’ pure bravo, molto bravo. Lui, inglesissimo di Cambridge, che interpreta i grandi del blues americano. D’ altronde, che fosse destinato allo Spettacolo e non – ironia della sorte – alla medicina come suo padre (“Se sapesse che facendo finta di fare il dottore guadagno dieci volte più di lui… Però non avrebbe di certo approvato la mia aggressività con i pazienti “) il giovane Hugh l’ aveva già capito al college – si è comunque laureato in Antropologia e Archeologia - quando incontrò una signorina simpatica e sorridente, con la quale avrebbe fatto coppia sentimentale e poi artistica. Un’ amicizia che dura tutt’ ora dopo 35 anni. Era Emma Thompson, mica roba da poco. Per il resto, Hugh, persona coltissima e molto ironica, è sposato dal 1989 con Jo Greene, che era l’ amministratrice del teatro in cui si esibiva all’ epoca. Hanno tre figli: Charles, William e Rebecca. Tutto a posto? Niente affatto. Nel 1998 Hugh prese una super sbandata per Audry Cooke, che era la regista del film per bambini “Il posto dei leoni” che lo vedeva protagonista. Una cosa seria per entrambi. La separazione durò nove lunghi mesi. Il matrimonio barcollò ma alla fine resse il colpo e Jo se lo riprese a casa. D’ altronde, la famiglia Laurie ha sempre avuto fama di essere anticonformista. Da allora girano solo voci. Che Laurie sia molto preso dalla famiglia e dalla amata Inghilterra non è un mistero, al punto che, impegnato a Hollywood sul set di “House”, appena poteva volava a casa in Inghilterra, considerando l’ America “troppo straniera” ma confessando poi, d’ accordo con la moglie, di scegliere la Madrepatria per gli studi dei figli. “Per molto tempo – racconta – non sapevo cosa volesse dire non svegliarsi alle quattro di mattina per andare sul set. E quando tornavo a casa in auto mi arrabbiavo pensando agli eventuali errori fatti sul set. House è stato per molto tempo la mia migliore seduta di psicanalisi. Penso che da giovane fosse un idealista disilluso dalla vita. Un po’ come me, ma io sono meno cinico”. D’ altronde, cosa pretendere di più dal rampollo di una ricca famiglia (due sorelle e un fratello maggiore) con un padre campione olimpionico di canottaggio nel Dopoguerra (anche Hugh se la cavava molto bene) e una madre purtroppo morta di Sla, la Sindrome Laterale Amiotrofica, quando aveva 29 anni? “Depressione, depressione e ancora depressione, ma col sorriso sulle labbra”, come si è auto-definito per molto tempo. “Ci sono volte che non mi sopporto al punto di non riuscire a sentire la mia voce nella segreteria telefonica… Ho sempre avuto un carattere difficile“. La sua grande notorietà, poi, ha fatto il resto, e Internet ci sguazza. C’è un sito inglese, che non citiamo volutamente, che si è specializzato in notizie fasulle su Laurie. Nell’ ordine, recentemente è stato dato per morto, per prendere il ruolo di James Bond, per avere un altro figlio dalla non più giovanissima moglie, per avere dato il nome a un profumo: “Hugh Laurie Seduction”. E sì, è arrivata pure la notizia del suo imminente matrimonio (??)… Di certo invece c’è che tra poco uscirà un film intitolato “Tomorrow Land”, girato in Spagna e di cui è protagonista assieme a George Clooney, lui sì con le patenti di playboy incallito, almeno fino ad ora. E il buon Hugh dal sorriso furbetto ? Emma Thompson lo descrive bene: “Lugubremente sexy, come un’ anguilla ben dotata” (in inglese “well-hugh”, termine sessuale scherzoso). Parliamone, allora, della vita sentimentale di House/Laurie. In tivù alla fine ha conquistato Cuddy, Tredici, poi una ragazza dell’ Est, e si è accompagnato con prostitute che lo andavano a trovare in casa, tanto per non perdere tempo. Al cinema di recente si è invaghito, ricambiato, di Leighton Meester in “Scusa mi piace tuo padre” (Orange”) commedia spintarella anzichenò per i canoni Usa, dove l’ amore sboccia tra il vicino di casa e la figlia dell’ amico al rientro dal college. In passato Laurie ha prediletto le parti comiche, specialmente con il suo amico Stephen Fry, ma anche con la stessa Emma Thompson quando la loro storia era già finita e lei stava già con Kenneth Branagh, sposato nel 1989 e lasciato nel 1994. Dal 2002 si è risposata con Greg Wise. Famoso per le sue parodie, come quella del principe George in “Blackladder”, Laurie, prima dell’ “era House”, è ricordato per la parte del furfante imbranato che cerca di rubare i cani dalmata nel remake de’ “La carica dei 101”. Quindi, se il voto per House fascinoso sciupafemmine è oltre la sufficienza, al cinema ha lasciato un po’ a desiderare. Nella vita reale poi ha dimostrato di non essere uno dedito alle avventure, se è bastata una sola sbandata per fargli rischiare l’ intera famiglia con annessi e connessi. Meglio l’ amante a sette note, insomma. Anche se colto sul fatto dalla moglie, non sarà mai costretto a dire: “Cara, non è come pensi… “.

Bruno Marzi