Il castello di Carimate è in vendita e con esso una bella fetta di storia della musica italiana

La notizia l'ho ripresa dal quotidiano Il Giorno QN di oggi. Cari super ricconi, se della "paghetta" di Natale vi è rimasto qualcosa sappiate che con 7,5 milioni di euro potrete comprarvi un vero castello visconteo del 1400 (versione post incendio) trasformato in resort di lusso ma fallito recentemente, e messo all'incanto da una Società milanese. Il Castello di Carimate, nel comasco, è stato per quindici anni, e fino alla seconda metà degli anni Ottanta del secolo scorso, il più fascinoso e moderno studio di registrazione italiano, e forse del Mondo. Nel mitico Stone Castle hanno registrato tutti: dai Pooh a Lucio Dalla, a Paolo Conte ma anche Lucio Battisti, per non parlare di Fabrizio De André e la sua "Creuza de ma'" con Mauro Pagani. Ci passarono anche molti big stranieri, come David Byrne, e si racconta che all' epoca molte rockstar venissero a Carimate per trovare ispirazione. Come dargli torto? Le stanze per gli ospiti poi erano tutte quelle padronali di principi e conti, con letti a baldacchino e quant'altro. Lo so perché non solo allo Stone Castle ci sono stato, nel 1977, ma ci ho anche cantato... Un passo indietro. Mesi prima vado a trovare Venditti al Mulino di Anzano sul Parco, a due passi da Carimate, dove registrava "Ullalla", album tra i migliori in assoluto della sua discografia. Ci arrivai in treno, coi finestrini bloccati malgrado fosse estate, perché solo pochi giorni prima c'era stata la tragedia della diossina all' Icmesa di Seveso. Brutta storia di polluzione. Sentivo parlare di questo nuovo studio super figo e attrezzatissimo, con tecnici inglesi di Prima classe, e un' accoglienza da hotel di lusso. Credo che registrare lì, tutto compreso, costasse circa un milione di lire al giorno. Allo Stone Castle ci andai con Patty Pravo per registrare alcune tracce di "Miss Italia", l' album con "Pensiero stupendo". Insomma, successe che si stava registrando "Sentirti" di Pino Mango e serviva una voce maschile che doveva fare un controcanto piuttosto difficile, una "quinta" di tonalità sopra, se ricordo bene. I musicisti presenti non erano in grado di farlo, e così dissi spavaldo: "Guarda che io ci riesco facilmente!". E così dal quel "Sentirti, sentirti mio!" in poi e in un crescendo sopra la sua c'è ancora oggi la mia voce. Non sono presente nei "crediti" dei musicisti, ma genericamente nei rigraziamenti, assieme ad Enrico Rovelli e al cane Sunshine, il quale, nella circostanza, passò un brutto quarto d'ora. Cadde una sera dal muro di cinta del castello, e lo portammo d'urgenza a Milano dove un bravo veterinario gli ricucì il muso fratturato, per un po' trasformato in un salamino rosa... Insomma, quanto mi piacerebbe tornare a cantare nel nuovo Stone Castle Studio, cari ricconi...