Il Tallone di Achille è oggi la sua forza e la sua coerenza

"Meglio perdere con le proprie idee che governare con quelle degli altri", ipse dixit Achille Occhetto, l' ultimo segretario del Pci, che con le lacrime agli occhi e l' orgoglio ferito ebbe il coraggio - oggi bisogna dirlo con forza, e fu il suo involontario tallone fatale - di fare quello che andava fatto per salvare il salvabile, e cioè la vera Sinistra in Italia, sciogliendo il Pci al Congresso di Bologna nel marzo 1990 e diventando il primo segretario del Pds. Oggi Corrado Augias lo ha invitato a "Quante Storie", il salotto buono di Raitre dopo il Tg di mezzogiorno, per parlare del suo nuovo, e fondamentale, libro per Sellerio "La lunga eclissi". Eccolo, splendido ottantaduenne in nuance di grigio da fighetto, consigliato forse dalla moglie Elisa Kadigia Bove (i Due dettero "scandalo" con baci pubblici ai tempi del Pci) esporre con grandissima dignità e perspicacia idee vecchie che ci sembrano però nuovissime. La "lunga eclissi" è quella ovviamente della vera Sinistra nel nostro Paese. "Sono convinto però - spiega - che succederà come per l' Araba Fenice, che rinasce dalla proprie ceneri, e direi che siamo quasi alle ceneri... ". Sintetizzando (ma il libro merita di essere letto da cima a fondo) Occhetto spiega con le buone idee di allora anche i problemi di oggi. Augias cita gli U2 a Milano (sbagliando sul numero dei concerti: quattro e non due) e l' esposizione finale (non iniziale… ) della bandiera europea. Achille Leone (secondo nome dedicato alla nonna) sottolinea la bontà del progetto europeo "ma non nella maniere in cui è attuato adesso" e riafferma la propria identità di italiano "vicino ai problemi non dei poveri, ma dei lavoratori, termine che preferisco e che indica una rotta". E ricorda il grande fallimento per contrasti interni del Pci nel "dopo Berlinguer" che non seppe, come per il "dopo Moro", cogliere l' occasione storica di un confronto con le altre componenti della Società italiana (cattolica, laica, riformista) da un punto di unità e parità di intenti. E lo spiega meglio confrontando il Pd di oggi (netto il rifiuto del renzismo) con l' idea di una Sinistra che vada incontro alla gente: "Quando penso alle Primarie per scegliere un leader, dico che prima bisogna fare le Primarie delle idee e non delle persone, per sapere in che direzione andare". Devo dire che avendo seguito da adulto tutte queste vicende, la spiritualità laica e l' intelligenza politica di Occhetto, torinese anomalo né falso né appunto falsamente cortese, che poco si esprime sul Governo di oggi aspettando gli eventi, mi lascia sempre - io che non voto più Pd perché non ho mai votato la Dc. A buon intenditor… - meravigliato dal fatto che esistano ancora grandi figure di statista in giro per il Paese, ma che non vengano più prese in considerazione, malgrado la modernità anche di linguaggio che lo ha reso comprensibilissimo alla scolaresca in studio, per ignoranza storica e modernismo fasullo. Sempre nell' attesa, magari in questa vita, che, come diceva il fantasma del comandante Bowman, accada "qualcosa di meraviglioso".