In the Dark miniserie BBC Recensione

 Per adesso sono solo quattro puntate, per questa lussuosissima crime serie della Bbc che ha come protagonista MyAnna Buring, trentanovenne attrice svedese “più che inglese” che molti ricorderanno co-protagonista nell’ ottima serie “Ripper Street” (ma lì era bionda, americana e cattivella) e in mille altre cose. Tratte dai libri di Mark Billingham, l’ azione si sviluppa con una storia ogni due puntate; ma con il fil rouge delle vicende personali della poliziotta di Manchester Helen Weeks, che negli episodi tre e quattro è anche super incinta e super incasinata. E’ ormai la tendenza che da anni sia Bbc sia Channel Four hanno scelto per caratterizzare i poliziotti inglesi come semplici impiegati o funzionari (vedi Broadchurch) che da una parte devono operare negli spazi concessi loro dalla Legge e dall’ altra si portano appresso fardelli umani spesso ingombranti (a breve la recensione di “Strike”, o l’ altra faccia di Harry Potter. Poi spiego… ) che si intersecano con le indagini. Altra peculiarità della serie è l’ immersione realistica e più che probabile nella Società di oggi, con tanto di violenza, maniaci, droga e crimini minorili. La nostra Helen, e non potrebbe essere altrimenti, alla fine sbroglia sempre la matassa, ma sempre con pesanti conseguenza sulla propria vita. Sinceramente, è difficile trovare attualmente una serie crime inglese fatta male, o comunque senza carisma. Le storie sono scritte molto bene, e si capisce che la trasposizione dai libri è poco traumatica. Il comune denominatore di queste serie polizziottesche inglesi è la forte presenza femminile, quasi sempre nel ruolo principale del detective. Brave attrici, ma non tutte col fisico da top model, e solo raramente dotate di superpoteri ninjia alla NCIS, tanto per capirci. E comunque ci piacciono anche loro. Sarebbe simpatico vedere come se la caverebbe a Manchester Daniela Ruah aka Kensi. Farebbe una strage.