Ina Fleming Thunderball-Operazione Tuono Recensione libro

Fino alla morte, nell’ agosto del ’64 a soli 56 anni (ebbe modo di seguire gran parte della realizzazione del film “Si vive solo due volte”) Ian Fleming, ossia il “vero” James Bond, collaborò con Albert Cubby Broccoli per le sceneggiature di film tratti dai suoi libri. E proprio l’ ultimo, “You Only Live Twice”, con i suoi astronauti e la famosa rampa costruita negli studi di Pinewood, è quello che si discosta di più dai libri (nello specifico, c’era un castello e la foresta con le piante avvelenate per i suicidi; e un Bond che quasi muore e ci mette un anno a riprendersi) pur con l’ autorizzazione dell’ autore, che era tutto sommato favorevole alle modernità, capendo che Bond sarebbe stato immortale e succube della tecnologia. In questo senso, pur se di difficile reperibilità in nuove edizioni, diventa esiziale leggere i libri, sia perché sono ben scritti e veloci (meno di 300 pagine, sempre) sia perché appunto spesso differenti e non poco rispetto ai film. Così, per l’ ennesima volta, a 52 anni di distanza, ho riletto volentieri “Operazione tuono” (Garzanti, 1965. 850 lire… Versione originale uscita nel 1961) che, ambientato tra la campagna inglese e Nassau, è buona sintesi di tradizione e innovazione. Va subito detto che alcuni personaggi noti dal film, come la splendida Luciana Paluzzi, la Fiona Volpe killer della Spectre che ama e ammazza con il medesimo aplomb, nel libro non esistono, e lo stesso killer Vargas viene nominato solo una volta. L’inizio con Bond che uccide “La vedova” alias killer della Spectre, è solo la scusa filmica per far vedere di nuovo l’ Aston Martin di “Goldfinger”, la slitta a getto che fa volare le persone (cioè il suo inventore nel film) e intuire che Bond questa volta ha subito danni alla schiena per un “attizzatoio nelle mani di una vedova”. Anche la storia della sostituzione con plastica facciale del maggiore Dervall della Nato (l’ attore Paul Stassino) in realtà nel libro si rivela come una semplice corruzione per denaro di Giuseppe Petacchi, pilota e viveur italiano, fratello di Dominetta (Domino) Vitali/Petacchi, amante di Emilio Largo. Ultima discrepanza, nella storia la Spectre non ha un vero capo, e i “numeri” vengono cambiati a rotazione. Così Largo ha il numero 1, mentre Ernst Stavro Blofeld ha il numero 2. Il resto si svolge più o meno come da copione (è il caso di dirlo). In alcuni casi la precisione comprende anche i dialoghi, sovrapponibili a quelli dei film. La riunione a Parigi della Spectre, il tavolo a trazione e la “cottura” del Conte Lippe, così come l’ avventura di 007 con l’avvenente e simpatica infermiera e la sfida con Largo al Casinò di Nassau. Il Disco Volante è come da film, ma non si divide in due, e non si schianta. La residenza di Palmyra non viene approfondita (e non ci sono squali affamati nella piscina) mentre la storia di copertura per la missione di Largo è quella di una caccia al tesoro. Non manca il clima caraibico ben impresso, e la naturale eleganza implicita del principale personaggio. Anche se il finale della storia è ben noto, il libro riserva alcune piccole sorprese. Per cui vi lascio la curiosità di scoprirlo.