James Taylor live acustico a Milano 1994 Il Gazzettino 1994

Milano
NOSTRO SERVIZIO
James Taylor, mitico popsinger americano, è l'ospite d'onore di "Buona domenica", su Canale 5. Presenterà dal vivo, con la band, alcuni brani tratti dal recentissimo album "live" della Sony. L'altra sera, presso gli studi di registrazione Regson, trasformati in concert-hall, un centinaio di fortunati mortali, tra i quali molti musicisti e il direttore di Canale 5 Gori, ha potuto assistere all'intero show dell'autore di "You've got a friend" e "Carolina in my mind". La ripresa televisiva, con Rick Hutton nelle vesti di presentatore e intervistatore, andrà in onda per la rubrica "Acustica" su Videomusic, il 29 aprile.
 Sono passati pochi mesi, e poche centinaia di metri di distanza "fisica", dall'analogo show tenuto al Capolinea per Tele+2. Allora si trattava di una performance per chitarra e voce; questa volta, seppur minimale, la band è eccellente: Don Grolnick al piano, Jimmy Johnson al basso e Carlos Vega alla batteria. Quattordici canzoni, contro le diciassette di "Best live", spaziano da "Sweet baby James" a "Secret of life", con "Riding on a railroad", "Something in the way she moves" e "Song for you". Sollucchero, per i superfan.
 "Complimenti per il governo!", esordisce rivolto a noi italiani; lui che da sempre è una bandiera "liberal" negli States. Poi aggiunge: "Anch'io vorrei governare me stesso... ". Con calma, dopo ogni canzone, Taylor riaccorda la chitarra acustica, scambia battute sul caldo dello studio, elargendo sempre grandi sorrisi. La musica è quella che da 25 anni fa da colonna sonora del nuovo romanticismo, un po' intellettuale, della buona borghesia Usa. I testi? Eros e Thanatos. "Che altro c'è nella vita?", comenta JT.
 Arriva "Streamroller blues", con "Long ago and far away" e "Copperline". "Suonare acustico - racconterà dopo - è diventato di moda, ma io l'ho sempre fatto come scelta". In verità, il sound di Taylor, per quanto ispirato e dotato di eccellente sintesi melodica e compositiva, se non datato è perlomeno partigiano, quasi elitistico. Taylor, con la dovuta differenza di età e pedigree, è un "classico", come Sinatra e Gershwin.
 I giovani lo consumano a piccole dosi, mentre i trenta-quarantenni del "nuovo miracolo italiano" si identificano facilmente. Ancora musica e domande, per uno show che, tutto compreso, toccherà le due ore in tivù. "Slap leather", "Frozen man" e "Don't let me be lonely tonight" preannunciano il finale. Gli chiedono quale musica ascolti. "Ci pensano i miei figli a tenere alto lo stereo - commenta - mentre io preferisco il silenzio, la riflessione".
 I suoi grandi amori, non solo artistici? "Con Carly Simon ho un paio di figli in comune... Con Carole King ho un progetto di lavoro: abbiamo lo stesso manager!". "Country road", "Carolina... " e "You've got a friend" chiudono lo show. Una spettatrice chiede al "vecchio saggio" se il figlio che porta in grembo avrà un futuro migliore. Lui risponde annuendo: "Stanno accadendo cose importanti... ". E sorride.
Bruno Marzi