Jet Lag intervista alla band Il Gazzettino 2005

Milano
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 "Jet Lag" è il titolo di un album della PFM tra i più riusciti, ma è anche il famoso "effetto fuso orario" tipico dei viaggi intercontinentali, in cui alla fine si confondono giorno e notte. Livio Magnini, chitarrista dei Bluvertigo, com spiega egli stesso sulla via del ritorno in scena, nonché ex fidanzato e produttore di Giorgia, assieme a un paio di amici ne ha fatto uno stimolante progetto musicale. Il trio, lo stesso Magnini assieme a Jacopo Rondinelli, musicista e videomaker nonché assistente alla regìa di Salvatores, e Emilio Cozzi, cantante e giornalista rock, ha lavorato due anni a una serie di "tracce sonore", quindici in tutto, la maggior parte delle quali messe a disposizione di artisti ospiti che, in completa indipendenza, hanno aggiunto la loro voce e interpretazione.
 Il risultato è a dir poco originale e sono diversi gli episodi gustosi a contorno, come quello di Enrico Ghezzi, incaricato di una introduzione par suo, e che ha parlato per mezz' ora al telefono per una sintesi di pochi secondi. Grande Giorgia in "Industrial-Appuntamenti maledetti", dove ha letteralmente inventanto l' intero "cantato". "Appena sentita la musica - ricorda Magnini - ha detto: "Carino. Cosa dovrei fare?". Il risultato è solo da ascoltare". Divertente la Banda Osiris in "Il gangster dell' amore"; grande Alessandro Haber in "Nuvolare". Il brano migliore è forse "Need a Call" di Martina Topley-Bird, voce preferita di Tricky, quello più originale "Martini disease" di Amanda Lear, "registrato nella sua stanza d' albergo a Cannes. Dopo siamo finiti tutti alla festa di Quentin Tarantino".
 E poi Mario Venuti in "Slow Burn", Mazz Gazzé, Samuele Bersani, il musicista Elio Marchesini, Andy dei Bluvertigo, Flavio Ferri e Georgeanne dei Delta V e dulcis in fundo Michael Bland e Sonny T. dei New Power Generation di Prince. Conclude Magnini: "Due le cose importanti e inusuali nell' attuale mondo discografico. La prima è la presenza di un progetto, a partire dall' idea di una Compagnia aerea virtuale che "rapisce" gli artisti; la seconda è l' assoluta casualità con cui le musiche sono state affidate agli interpreti. L' unico neo è stato quello della burocrazia discografica, che da una parte ha bloccato alcuni potenziali protagonisti e dall' altra ha richiesto ben otto mesi per avere tutte le liberatorie e autorizzazioni... ".
 Infine, parlando di Bluvertigo, Magnini assicura il prossimo ritorno in sala d' incisione: "I due recenti concerti, quello di capodanno a Roma e poi quello proprio al Rolling Stone di Milano, ci hanno confermato sia il grande affetto del pubblico sia la bontà artistica e creativa del proseguimento di questa avventura, pur nel rispetto delle esigenze di ciascuno di noi in differenti campi artistici. L' idea è quella di registrare un album a breve scadenza".
Bruno Marzi