Joe Cocker intervista Il Gazzettino 2002

Milano
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Propositi di ritiro dalle scene per il 58enne Joe Cocker? Il cantante di Sheffield, che vive da dieci anni in un ranch nel Colorado con la moglie Pam, nonchè "eroe" a Woodstock nel '69 e tornato in auge a metà degli anni Ottanta con "You can leave your hat on" (traino erotico-sonoro al film "Nove settimane e mezzo") avrebbe posto un limite alla sua attività "live" con il compimento del sessantesimo compleanno. "E' sostanzialmente vero - ci spiega - perchè il mio fisico sta cambiando con l' età, anche se per contro la voce è decisamente a posto. I concerti sono molto intensi, e io sono abituato a dare tutto... ".
 Sperando che ci ripensi, prenotiamoci allora per i due show italiani di luglio: il 22 a Milano idroscalo e il 23 a Roma per "Fiesta!". A giugno si esibirà a Londra per il Giubileo della regina Elisabetta. "Farò "With a little help from my friends" in una versione accorciata - commenta Cocker - rispetto ai 9 minuti normali. Ci saranno anche McCartney e Ringo Starr. E pensare che il poster della Regina è stato il primo che ho messo nella mia stanza da ragazzo. Il secondo? Naturalmente Brigitte Bardot!".
 Per adesso però Joe si gode l' ennesima permanenza in Italia: sabato a Roma a duettare con Fiorello ("Un ragazzo simpaticissimo... Rosario; siciliano, vero?") e ieri a Milano dalla Ventura con il nuovo singolo "Never tear us apart", che preannuncia il nuovo cd "Respect Yourself" (brano del '71 delle Staple Singers) in uscita il 27 maggio. Il disco, prodotto dal chitarrista dei Corrs John Shanks su undici brani in tutto comprende ben sei nuove "cover" attinte dal repertorio di Inxs, Blue Nile, Randy Newman, James Ingram e Tom Snow, e la partecipazione amichevole di Stevie Nicks e Chris Isaak.
 "Da una parte ho lavorato su canzoni molto attuali - continua e dall' altra ho ripreso la dimensione di un album fatto con poca elettronica e molti bravi musicisti agli strumenti. Io poi ho cantato le canzoni tutte d' un fiato. E' il mio penultimo album con la Emi e perciò ho voluto cercare una strada differente. Malgrado la crisi della Discografia io continuo ad avere buone vendite e la fortuna di un pubblico che mi segue con affetto". Il periodo migliore della carriera? "E' stato sicuramente quello degli anni Sessanta, anche perchè nei Settanta ho fatto di tutto per "perdermi"".
 Gli chiediamo come mai artisti "storici" come lui continuano a surclassare in classifica le nuove leve del pop-rock. Joe Cocker ha le idee chiare: "Per me e per i miei amici la musica è sempre al primo posto. In ogni canzone cerchiamo il giusto feeling e in ogni concerto diamo il massimo. Non mi sembra che tra i nuovi artisti sia sempre così". Il futuro? "Si era parlato di un cd di duetti, tre anni fa dopo il tour con Tina Turner, ma poi il progetto è saltato perchè Aretha Franklin non era più a posto fisicamente. So che si è fatto di nuovo vivo Ramazzotti. Cosa ne pensate?".
 Recentemente ha suonato con Zucchero in Belgio; in Germania è famosissimo e nei paesi dell' Est un vero mito. "Il mio sogno - conclude - era di riunire di nuovo i Mad Dogs and Englishmen, ma Leon Russell suona nei pub e... non è molto presente. L' unica a posto è Rita Coolidge. Niente da fare, se i musicisti non sono gli stessi di trent' anni fa... ".
Bruno Marzi