Johnny WInter live a Bellinzona(Ch) Il Gazzettino 2003

Bellinzona
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Ha solo cinquantanove anni ma le devastazioni della vita lo costringono a suonare seduto, con un evidente tremolio nella parte destra del corpo. Ciononostante Johnny Winter è in un momento di assoluto "stato di grazia" artistico. Lo ha dimostrato sere fa in piazza Governo, gremita malgrado la pioggia insistente, suonando per oltre un' ora e mezza e fino all' una di notte (dove sono le proteste per il rumore?) come assoluta star di "Piazza Blues", il festival gemellato con "Deltablues" di Rovigo. Winter sarà a "Pistoia blues" il 12 luglio e a Salerno il 13.
 Appena uscito con il doppio cd antologico "Winter essentials 1960-1967", con brani precedenti alla svolta rock di "Still alive and well" ("Jumpin' Jack Flash" e la torrenziale "Rock me baby") il chitarrista texano offre uno show sì commovente dal punto di vista umano (malgrado da circa due anni abbia intrapreso una svolta salutista) ma assolutamente eccelso da quello artistico. Basta chiudere gli occhi, e pensare che in scena ci sia un ragazzino poco più che ventenne, con una enorme "rabbia" blues da sfogare. Perchè l' albino chitarrista e cantante di Beaumont è veramente l' unico, vero bluesman bianco accreditato come tale da tutti i "grandi" del genere. E con merito.
 La "scaletta" è decisamente classica, con brani come "She like to boogie real now", "Mona, not fade away", "Johnny guitar", "Got my mojo working", quasi irriconoscibile, "Boogie real now", "Sick and tired", "Blackjack blues", "Mojo boogie" ma anche la dylaniana "Highway 61 revisted". I bis sono un' apoteosi di "slide guitar", che diventa un groove di suoni compatto, magico, stellare. Anche la voce acuta di Winter è cristallina, solo un po' meno potente che in passato, molto emozionale. Bravi infine i musicisti della band, con il cantante e armonicista James Montgomery, l' energico e preciso bassista Scot Spray e l' essenziale batterista Wayne June. Imperdibile.
Bruno Marzi