Jovanotti intervista album Safari 2008 Vero 2008

Musica, vita, amore, morte, natura, religione. Ovvero un “Safari” che in Swaili, come ci spiega <vuol dire viaggio, spostamento, ma anche percorso. E stranamente si pronuncia alla stessa maniera in quasi tutte le lingue del mondo. Forse in francese si dice safarì… >. Non ha ancora 42 anni – li compirà il 27 settembre, Lorenzo Cherubni “Jovanotti”. Per prsentare il nuovo disco raduna stampa, radio e web al Planetario di Milano, così come anni fa fece Vinicio Capossela, spiegando che per lui <è un luogo evocativo, e una recente passione>.

Preceduto dal singolo "Fango", con la partecipazione alla chitarra di Ben Harper, è uscito da pochi giorni, appunto, il nuovo album "Safari", ed è balzato immediatamente in testa alle classifiche di vendita. Prima su Internet – la versione “liquida” in Mp3 – e poi nei negozi. Il tour inizierà da Rimini il 10 maggio per una tranche iniziale di 12 concerti.

Lorenzo, prima di toccare mille argomenti, confermi la partecipazione come ospite al Festival di Sanremo?

<Sono stato invitato e, se possibile, ci sarò. L' altra volta, nel 2000, ero senza disco ma con Bono e il progetto "Cancella il debito". Questa volta ho il disco è vorrei partecipare alla Festa della Musica Italiana; perché Sanremo deve essere questo>.

Cosa vorresti fare?

<Penso a un piccolo show live. Spero che sia possibile!>.

Ci ricordiamo anche dell’ apparizione in gara nell’ 89 con “Vasco”. Proprio quell’ anno, a “Vota la voce”, Red Ronnie chiese a Vasco Rossi: “Jovanotti è quasi finito?”. E lui: “Forse inizia adesso… “.

Lorenzo, c’è la crisi della Discografia ma non hai badato a spese, questa volta…

<E’ vero! L’ album esce in quattro versioni diverse. C’è il cd normale con 12 brani, e poi la versione deluxe con 15 canzoni e dvd con tanti contenuti in più sul "making of" del                                           disco, realizzato in giro per il mondo. Oltre al downloading in Rete abbiamo voluto anche la "chiavetta" usb da un gigabyte, che uno poi riutilizza come vuole. E poi… >.

E poi?

<E poi non so veramente se c’è questa crisi. La musica non è mai stata tanto diffusa e di buona qualità come in questo momento, grazie anche alla tecnologia, a Interet veloce e alla possibilità di scambiarsi idee in tempo reale. Il futuro delle Case discografiche? Chissà: saranno qualcos' altro>.

Intanto i Radiohead vendono il loro disco su Internet a "prezzo libero"….

<Bello, ma l' hanno fatto a fine contratto e con "le bollette pagate", dopo venti milioni di dischi venduti!>.

Anche la grafica è molto curata.

<E’ stata realizzata da Sergio Pappalettera (grafico anche di Celentano. Ndr) con grande amore. Con lui ho fatto molti dei miei dischi e il libro fotografico “Quarantology”, edito da Rizzoli per i miei quarant’ anni>.

Quaranta? In realtà sembrano passati mille anni dagli inizi. Il Jovanotti di “1,2,3, casino!”, “La mia moto” (quando usciva con Rosita Celentano) scoperto nell’ 87 da Marina, ex moglie di Claudio Cecchetto. Eppure lo sguardo è quello di allora, sempre meravigliato per ogni cosa e solo sfiorato dalle disavventure della vita; e anche se oggi la sua musica è arrivata a una dimensione che definire cantautorale è quasi riduttivo. Nel mezzo la vita di “un ragazzo fortunato” (come titolava una canzone) che però ha già affrontato il dolore per la scomparsa recente del fratello Umberto, il 22 ottobre scorso per un incidente di volo con un ultraleggero, che fu il primo a credere in lui e a portarlo, giovanissimo, in una radio di Cortona. Era il 1980.

Allora, Lorenzo, com’ è andata l’ avventura per la realizzazione di “Safari”?

<Sono veramente soddisfatto perché questo è sinceramente il mio disco meglio riuscito. Inizialmente volevo fare un disco funk e rap, ma c' erano, per così dire, delle canzoni che “andavano indietro” e altre che si affacciavano, per cui l' album è venuto fuori da solo, come un treno in corsa>.

Come sono nate?

<In viaggio, per tutto il Sudamerica dopo aver lasciato i Negramaro a San Francisco. Zaino leggero, I-Pod e un quaderno per annotare e disegnare>.

Cosa dice Francesca, la tua compagna? Si è abituata ai tuoi viaggi?

<Diciamo che ho voglia di essere più presente, anche per star vicino a nostra figlia Teresa, e veramente deciso di sposarla: fra un anno o dieci, non lo so. Non lo farò di nascosto come Sarkozy: ve lo dirò prima! La morte di mio fratello Umberto (Lorenzo è il terzo di quattro fratelli. Ndr) mi ha fatto pensare che se fosse successo a me lei non avrebbe avuto niente…. >.

Francesca, dal canto suo, ci confessa: <A volte mi telefona da posti incredibili, che non si trovano nemmeno sulla carta geografica… >. Ah, l’ amore.

E vostra figlia Teresa, cosa pensa della musica di papà?

<Lei ha gusti molto particolari… Di questo disco, che è dedicato a lei e Francesca e a mio fratello Umberto, le piacciono in particolare le ballate, ma anche i pezzi più ballabili. D’ altronde ha nove anni, fa la quarta elementare ed è in pieno periodo “High School Musical”… >.

L' album sembra "di viaggio", come i tuoi precedenti compreso “Buon sangue” ma in realtà è decisamente un punto di arrivo. Complice la morte del fratello e la malattia del padre, per anni funzionario in Vaticano, anche se la famiglia adesso è tornata nella natìa Cortona.

Un tempo per bilanci e cambiamenti, insomma?

<Sicuramente di riflessione, sui valori importanti della vita. Anche il dolore per mio fratello sto cercando di metabolizzarlo con il sorriso. Ma non so se ce la farò. Ho badato molto alle parole e ai sentimenti, e mi sono aperto alle cose che succedevano e che per molti versi mi hanno cambiato>.

Prendilo come un complimento. Tu che non sei mai stato un cantante “puro” e nasci deejay, questa volta fai sul serio anche con la voce.

<Alcune canzoni, grazie anche a Michele Canova che mi ha fatto migliorare molto come cantante, sono uscite "buona la prima" con la voce, e questo non era mai successo prima. Ho cercato sempre l’ emozione, e poi curato gli aspetti tecnici. Fortunatamente, partendo proprio da Canova e Saturnino, posso contare su uno staff di grandi professionisti e amici>.

Registrato tra Los Angeles, Londra, Milano – nel nuovo studio di Ramazzotti – e Cortona, l' album vanta numerose collaborazioni amichevoli quanto prestigiose.

<Ben Harper – spiega Lorenzo - è stato gentilissimo, ed è venuto a Milano apposta per registrare, alle due di notte come fanno le vere star!>.

Come lo hai contattato?

<Potrà sembrare incredibile, ma solo via e-mail! Niente manager o Case discografiche. Alla fine gli ho chiesto: “Come posso sdebitarmi?”. E lui. “Basterà il mio nome sul disco… “. Ti rendi conto? Lui è Ben Harper, una star mondiale, e io Jovanotti… >.

Sergio Mendes, però, non è proprio della tua generazione. <Per me è un mito. Un suo album del '93 ha ispirato "L' ombelico del mondo" e anche "L' albero". Ci siamo conosciuti al Festivalbar, scambiate le e-mail eccetera. Sono stato nella sua villa di Hollywood, e lui mi raccontava di Sinatra, Herb Alpert. E’ considerato un vero e proprio Guru della musica pop brasiliana>.

Altri ospiti nei vari brani?

<Michael Franti è un amico. La sua bambina ha l' età della mia Teresa e sono amiche. E’ un po’ originale, come me, e sulla mia stessa lunghezza d’ onda. Sly & Robbie sono la storia della produzione discografica da Peter Tosh in poi. Per Giuliano Sangiorgi, che conosco da cinque anni, devo ringraziare Francesca che mi ha fatto notare i Negramaro. Io sono abbastanza snob sulle novità della musica italiana, e anche un po' distratto. Poi ho imparato a conoscere la sua musica e il personaggio, e la storia... Prima sono andato io da loro e poi lui ha ricambiato. Trovo che c’è molta sintonia tra noi>.

Cosa hai pensato quando la tua canzone “Mi fido di te” è stata usata da Veltroni alla presentazione del Partito Democratico?

<Mi ha fatto piacere. Addirittura mi avevano chiesto di entrare nella Costituente del partito ma non ho potuto. Ero in pieno progetto discografico, che è un po' la mia Costituente, e quindi non me la sono sentita. Ma ho apprezzato molto e sono andato anche a votare alle Primarie. E poi io sono un testimone e non un testimonial>.

Tu ti sei spesso impegnato in cause umanitarie, come con “Il mio nome è mai più”, con Pelù e Ligabue contro la guerra in Bosnia. Recentemente Bono degli U2 ha contestato il governo italiano per i mancati aiuti ai paesi poveri. Sei pentito?

<No, anche perché la protesta di Bono è avvenuta prima dell’ approvazione del nuovo Bilancio. Era solo un problema tecnico. Adesso le cose sono a posto. A Berlusconi va dato merito di aver istituito il Fondo Globale per l' Ambiente a Genova in quel per altri versi terribile G8, ma poi, come per un’ automobile, non hanno pagato le rate... >.

Tu sei uno spirituale laico o un laico spirituale. A piacere. Però hai vissuto molti anni in Vaticano. Piazza San Pietro era il tuo luogo di giochi preferito. Cosa pensi di questo Papa Ratzinger che suscita umori contrastanti?

<Per la faccenda della mancata partecipazione all’ inaugurazione dell’ anno accademico alla Sapienza posso solo dire che mi è spiaciuto. La parola non si nega mai, anche perché dalla parola e dal confronto possono nascere solo buone cose. E’ una cosa che ho imparato girando il mondo da solo>.

Ti è simpatico?

<Mah… Quando parla in “tettesco”, insomma… Il papa però è il Papa, e il Vaticano non è una democrazia. Su molte cose, come i Dico e l’ aborto, dove si vorrebbe portare indietro le lancette della storia, non sono d’ accordo, e a suo tempo sono andato anche a votare. Anche sulle staminali sono dalla parte della Scienza per sconfiggere le malattie>.

E, salutandoci, sorride. Sembra sincero. Merce rara, di questi tempi.

Bruno Marzi