Jovanotti live a Montichiari(Bs) Il Gazzettino 1994

Montichiari(Bs)
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Significativamente, si intitola "Pensiero positivo" il tour di Jovanotti-Lorenzo Cherubini che, iniziato sabato sera nel funzionale palasport di Montichiari, stracolmo di gente, toccherà stasera Udine e domani Verona, con successivi appuntamenti il 25 a Bolzano, il 24 aprile a Belluno, il 25 a Bassano del Grappa, per terminare il 14 maggio a Pavia, sempre nei palasport.
 Il ricco paese tra Brescia e Mantova, l'altra sera, accoglieva un altro show di prestigio: quello dei Nomadi, sotto una capiente tendone, anch'esso strapieno. La musica, insomma, sembra essere la vera "forza elettorale" capace, in questi tempi, di coagulare grandi folle.
 Se la band del prematuramente scomparso Augusto Daolio, infatti, da sempre si è trovata schierata a sinistra (vedi: provenienza geografica, problematica sociale dei testi, credo politico) l'ex pupillo di Cecchetto, il ragazzo tutto risate e "... è una figata!", ha preso pesantemente coscienza di come va il Mondo di pari passo con la crescita anagrafica. I suoi slogan, più volte enunciati nel corso di uno show durato più di due ore e mezza (inizia alle 21.30 precise) sono molto chiari, e vengono condivisi da tutto il pubblico: "Ragioniamo con la nostra testa, siamo responsabili dei cambiamenti in corso, no all'intolleranza, sì alla solidarietà!".
 Jovanotti sta con i Progressisti, insomma. Ieri ha trovato il tempo di essere con loro allo show-comizio di piazza San Giovanni, a Roma. I discografici della Polygram, anche loro giovani, fanno buon viso: Il primo album per la loro etichetta, "Lorenzo 1994", veleggia felice verso le 300mila copie. Un successo clamoroso, di questi tempi. Anche il tour sarà da record: si annunciano "pienoni" un po' ovunque.
 I tempi di "Jovanotti figlio di p." scandito in coro dai fan di Vasco o di Zucchero sono remoti. Quegli stessi ragazzi, oggi, accorrono ai concerti del rapper più amato. Già, perché non sono solo frotte di ragazzine vocianti l'attuale pubblico di Jovanotti. Ci sono i metallari in libera uscita, ma anche i ragazzi-bene, le famigliole con tanto di bambini. Solo lo sguardo truce e, a volte, la maleducazione del cosidetto "servizio d'ordine" ci ricordano che siamo a una riunione di massa.
 Lo show di Lorenzo fila via benissimo. Le "gag" sono innumerevoli. Per "Attaccami la spina" i musicisti (Mike Centonze alla chitarra, Saturnino Celani al basso, Pier Foschi alla batteria, Demo Morselli alla tromba, Nabuk alle tastiere e Naco alle percussioni: tutti ottimi) spuntano dal pavimento, e Jovanotti suona due grandi campane poste sopra la struttura Lahyer. Per "Barabba" compare il grande simbolo "divieto di svastica", e il palco si trasforma in una specie di "campo di concentramento" con lugubri sciabolate di luce.
 "Piove", con "Dobbiamo inventarci qualcosa", "Soleluna" e "Serenata rap", lo vedono suonare la chitarra acustica, mentre "Il ballerino", con l'ottimo Demo Morselli alla tromba, lo impone come improbabile, ma talentuoso "dancer". Luci e ombre, rap e rock, parole e impegno, come per "Mario", ma fa anche capolino la mai scordata discoteca con il finale di "Gente della notte" e "Ciao mamma". E bravo Lorenzo! E' suo il miglior show in giro.
Bruno Marzi