La quarta stagione di Supergirl: nessuno è alieno

Pochi sanno, per un fatto di età, che quando Superman era italianizzato in Nembo Kid - fino alla fine degli anni Sessanta - Supergirl era Nembo Star. E come fumetto era una biondona americana vaporosa e curvilinea. Poi il cinema (occhio, che stanno per riprovarci... ) l' ha migliorata nella figura elegante di Helen Slater, e con Faye Dunaway "cattiva" e Peter O' Toole alieno. C'era molta incertezza sull'idea di una serie tv (il cugino Superman sul piccolo schermo era sempre andato malino... ) ma Cbs e Soci ci hanno creduto. Melissa Benoist è, con enorme successo di ascolti, alla quarta stagione nei panni dell' eroina di Krypton, e ha saputo imporre un personaggio molto realistico e credibile, e anche divertente. Lo script della serie, affidato a Greg Berlanti e ai suoi collaboratori, pur vivendo nel "mondo" dei supereroi DC Comics (con i quali interagisce almeno una volta a stagione: Arrow, The Flash, eccetera) si è dimostrato subito parecchio indipendente rispetto ai normali "caratteri" dei fumetti. Jimmy Olsen, il fotografo bianco e riccio compagno di avventure di Klark Kent, si trasferisce di città e diventa, nero, muscoloso, e a sua volta super eroe come Guardian (l'attore Mehcad Brooks). Negli anni diventa il capo del giornale della Cat-Co World Media di National City, e si innamora di Lena Luthor (Catie Mc Grath) che è l' unica buona della famiglia. La sorellastra di Kara-Supergirl, Alex Danvers (Chyler Leigh) è una mega agente segreta che si scopre abbondantemente lesbica. Tralascio il resto, citando solo proprio Helen Slater - sempre una bella signora - che si ritrae il ripetuto cameo della madre delle due Danvers: la figlia vera e l' aliena. E qui comincia il bello. Perché una serie normalmente "minore" e al massimo suggestiva, pur originale nella scrittura, ci interessa e ci piace? Perché è coraggiosa nei confronti dell' attualità. Infatti il "must" della quarta stagione appena iniziata in Usa è la completa tolleranza verso il diverso. Già detto dell' omosessualità femminile (ma molte serie ne parlano) in realtà gli autori di Supergirl 4 stanno a loro modo dando un calcio in bocca alla politica reazionaria di Trump in una maniera così raffinata che... magari appunto i politici ci impiegheranno un bel po' a rendersene conto. E così da una parte ci sono i "veri americani" e dall' altra parte gli alieni - chiamiamoli messicani, portoricani, ancora neri, democratici... - che a National City sono una comunità ben radicata e pubblica, per vicende sviluppatesi nelle stagioni precedenti. E proprio la serie 4 si apre con i "cattivi", nazionalisti ad oltranza per i loro secondi fini, che svelano il segreto dei segreti, e cioè che la presidente americana Olivia Marsdin (Lynda Carter: Wonder Woman) è anch'essa un' aliena. Lei si dimette ma l' opinione pubblica si schiera. I buoni sentimenti, la volontà di riappacificazione (che, siamo sicuri, dopo diverse puntate vincerà) è rappresentata proprio da Supergirl, dai suoi amici e dalle "forze buone" di National City. Il messaggio, insomma, è forte e chiaro. Sarà forse per il fatto che da tempo molti americani si sono resi conto che Trump è veramente un alieno?